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Pdl: “Rimandare la legge Severino alla Consulta”

 ROMA. Rimandare la legge Severino alla Corte costituzionale. E’ questo il nuovo obiettivo del Pdl per bloccare il procedimento che porterà alla decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato dopo la condanna definitiva a 4 anni per frode fiscale, previsto proprio dalla legge recentemente varata dal governo Monti.

“È certamente una delle cose di accertare, ci sono degli ampi profili di incostituzionalità che vanno valutati”, dice il senatore del Pdl Lucio Malan, membro della Giunta per le elezioni di Palazzo Madama parlando dell’applicabilità della legge al caso Berlusconi. Nuovo scontro intanto fra falchi e colombe nel Pdl.

“Proprio coloro i quali fanno prediche sul senso di responsabilità e sulla necessità di evitare crisi di governo al buio, dovrebbero far sì che i lavori della giunta siano quelli di una commissione neutra e certamente non un plotone di esecuzione. Su questo misureremo anche l’effettivo senso di responsabilità di tanti predicatori della domenica”, dice Fabrizio Cicchitto.

“Ieri Armaroli, Zanon, Guzzetta e in modo assai problematico Capotosti, oggi Fiandaca: si moltiplicano le prese di posizione dei più significativi esperti di diritto costituzionale o penale che pongono interrogativi sulla costituzionalità della legge Severino. Di fronte a prese di posizione di questo tipo – prosegue Cicchitto – qualunque giunta composta da persone serie e responsabili (e siamo sicuri che questa lo è) non potrebbe non approfondire la questione indipendentemente anche dal ruolo politico che Berlusconi svolge”.

“La giunta – continua Cicchitto – potrebbe aprire un confronto anche se si trattasse di un qualunque parlamentare. Allora, rispetto a questa esigenza di civiltà, gli appelli a far presto nelle apodittiche dichiarazioni di Casson (che dice che è già tutto scritto e che tutto deve essere immediatamente fatto) danno il preciso senso di un elevatissimo livello di faziosità politica che si traduce evidentemente in una provocazione”.

“Berlusconi resta il nostro leader”, assicura l’ex Guardasigilli e presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, Francesco Nitto Palma, in un’intervista al Mattino. “La legge Severino ha molteplici profili di problematicità giuridica. Serve un approfondimento perché non si possono paragonare gli effetti che queste norme hanno su un parlamentare con quelle che hanno su un eletto alla Regione, alla Provincia o in Comune. Senza contare il problema della retroattività”.

“Prendere ordini da Napolitano… invece va bene”. Così, con un secco e pungente tweet Daniela Santanchè, deputata Pdl e tra i falchi del partito, si rivolge con tutta probabilità alle “colombe” del Pdl. Il riferimento è in particolare a un pezzo apparso sul Corriere della Sera dal titolo, “Niente ordini dalla Santanchè”, con il quale si interpreta il pensiero di alcune colombe del partito che avrebbero fatto sapere al Cavaliere, pur confermando fedeltà, che non intendono prendere ordini dalla “pitonessa”.

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