Italia

Letta: “Governo più solido di quanto pensino i detrattori”

Enrico Letta ROMA. “Sapete che siamo abituati a navigare su una nave che naviga sempre tra tempeste, onde e marosi. La nave si sta dimostrando più solida di quel che pensano i nostri detrattori”.

Nel giorno dell’approvazione definitiva del decreto del fare, mentre il Parlamento si prepara ad andare in ferie, il premier Enrico Letta fa il punto sulle misure prese dal suo esecutivo e non lesina un po’ di ottimismo. E così, nel rispondere a una domanda sull’Imu e sul pressing del Pdl al ministro Saccomanni, paragona la sua squadra di governo a una nave in burrasca. Ma comunque “solida”.

Sull’Imu però precisa: “Si farà una discussione di merito che troverà un punto di sintesi a fine agosto”. “Derubricherei queste polemiche a questioni di merito, ci sono sul tavolo questioni delicate e importanti che troveranno il loro punto di sintesi quando presenteremo in Parlamento le soluzioni rispetto ai problemi che sono in scadenza”.

“C’è il rischio che si presenti una ripresa disaccoppiata dall’occupazione (come sottolineato anche dalla Bce nell’ultimo bollettino), una ripresa senza lavoro” e “noi vogliamo lavorare per una ripresa che non sia anemica come spesso accaduto in Italia”, ha detto il premier Enrico Letta presentando il piano della Cassa depositi e prestiti.

Il presidente del Consiglio ha spiegato di aver “ritenuto importante svolgere questo momento comune nella consapevolezza della separazione ruoli tra governo e Cdp ma l’abbiamo fatto perché il nuovo clima in Europa a partire dall’ultimo Consiglio europeo di giugno ha portato un forte focus nuovo su strumenti finanziari con missione pubblica”.

Il calo dello spread “è il segno che c’è fiducia nell’Italia, la politica deve dare stabilità, che non vuol dire staticità”. “Spero che la politica italiana non si dimentichi dello spread – ha detto Letta – di cui si è parlato tanto nel 2011 ma come avviene spesso nel nostro paese spesso si fa indigestione di una parola e poi la si mette da parte. I tassi bassi sono la condizione dello sviluppo, oggi siamo ai minimi e questa è la dimostrazione che l’Italia è un paese del quale ci si può tornare a fidare. La fiducia dei mercati è anche il motivo che ci deve spingere non a fermarci, ma anzi a spingere perché questo è fondamentale. E’ un segnale che spero che la politica di tutti i colori colga e su cui rifletta. E’ il segno che la fiducia è tornata. Il calo dei tassi è figlio della stabilità, anche se stabilità deve che non vuol dire staticità, ma vuol dire essere in grado di fare le cose”.

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