Italia

Imu, tensione governo-Pdl. Le ipotesi del ministro Saccomanni

Saccomanni ROMA. Enrico Letta, incoraggiato da Epifani, blinda l’esecutivo: “Basta polemiche, io e Alfano andremo avanti determinatissimi, lavoreremo a Palazzo Chigi tutto agosto”.

Me mentre il Senato approva l’esame urgente della riforma elettorale, sui rapporti Pd-Pdl (oltre alla sentenza Berlusconi), torna a pesare l’Imu. Il ministro Saccomanni fanove ipotesi di riforma ma l’abolizione, secondo il ministero, sarebbe iniqua. Un giudizio che fa insorgere il centrodestra: “I patti vanno rispettati”, avverte il Pdl.

Dall’aumento della detrazione di base da 200 a 500 euro alla deducibilità per le imprese fino all’introduzione della service tax. Ecco le ipotesi di riforma indicate dal ministro dell’Economia.

Abolizione totale dell’Imu sulla prima casa – Costa 4 miliardi, ha “scarsa” efficienza e impatto regressivo rispetto al reddito.

Aumento detrazione da 200 a 500 euro – Costa da 1,31 a 2,72 miliardi, ha “media” efficienza e impatto progressivo rispetto al reddito.

Rimodulazione selettiva esenzione dell’Imu sulla prima casa – Diversi i parametri: in funzione dell’immobile, in funzione della condizione economica del proprietario, in funzione della condizione economica del nucleo familiare, misurata attraverso l’Isee, a favore dei soggetti in condizione di disagio economico, individuato attraverso l’Isee, applicazione dei valori Omi per la determinazione della base imponibile Imu. A seconda dei parametri costa da 1 a 2,3 miliardi, efficienza “media”.

Service tax – Diverse ipotesi (esenzione dall’Imu per l’abitazione principale con contestuale eliminazione/riduzione della deducibilita’ ai fini Irpef delle rendite abitazione principale e reintroduzione totale/parziale in Irpef dei redditi degli immobili non locati; rimborso dell’Imu sull’abitazione (integrale o parziale) attraverso l’attribuzione di un credito di imposta (o una detrazione) Irpef; esenzione dall’Imu per l’abitazione principale e contestuale rimodulazione della Tares relativa ai servizi indivisibili). Si ipotizza un recupero di gettito da 2 a 4,3 miliardi.

Deducibilità dell’Imu per le imprese – Costa 1,25 miliardi, ha efficienza media e presenta criticita’ per le imprese incapienti.

Restituzione ai Comuni del gettito da immobili a uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – Costa 4,66 miliardi, i profili di efficienza dell’imposta non cambiano per il contribuente.

Abolizione addizionale comunale irpef e aumento irpef – Costa 3,4 miliardi, i profili di efficienza netti sono complessi da determinare in misura puntuale cosi’ come gli effetti redistributivi complessi.

Scelta ai Comuni – Si ipotizzano risorse aggiuntive pari a 2 miliardi, efficienza Imu e profili redistributivi invariati.

Abolizione della prima rata – Costa 2,43 miliardi, l’intervento proposto non affronta i problemi strutturali del prelievo immobiliare.

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