Italia

Imu, il decreto legge in vigore

 ROMA. Se la copertura del decreto Imu, garantita dall’extragettito Iva sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione e dalla sanatoria del contenzioso sulle slot machine non dovesse garantire di raggiungere l’obiettivo di maggior gettito pari a 1,5 miliardi, …

… scatterà una clausola di salvaguardia: l’aumento degli acconti ai fini dell’Ires e dell’Irap e l’aumento delle accise. Lo prevede il testo definitivo del decreto entrato in vigore con la pubblicazione, avvenuta sabato, sulla Gazzetta ufficiale.Non sono, invece, incluse la reintroduzione dell’Irpef sulle rendite catastali delle seconde case sfitte e la deduzione Imu dal reddito di impresa pagata sui capannoni industriali e gli immobili strettamente connessi all’attività. In questo ultimo caso, è intenzione del governo trovare le risorse necessarie per reintrodurre la misura con la legge di Stabilità. Il decreto legge è composto da 16 articoli. Come integrazione è, quindi, già in vigore.

Si conferma lo stop alla prima rata dell’imposta. C’è anche la riduzione della cedolare secca che passa come noto dal 19 al 15% e non è dovuta da parte dei costruttori la seconda rata 2013 per gli immobili rimasti invenduti o sfitti. Il Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, con una dotazione pari a 20 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015, è stato istituito presso il ministero delle Infrastrutture: spetterà ai Comuni ad alta tensione abitativa gestire i bandi per l’erogazione dei contributi.

Tra le precisazioni in esso contenute si segnala lo stanziamento di 2,3 miliardi (più precisamente 2.327.340.486,20 di euro) per l’anno 2013 e 75.706.718,47 euro a decorrere dall’anno 2014 per compensare i Comuni, le regioni a statuto ordinario, Sicilia e Sardegna del minor gettito fiscale. Inoltre gli enti locali avranno più tempo per deliberare il bilancio annuale di previsione 2013: la scadenza, che era già stata prorogata al 30 settembre, è ulteriormente differita al 30 novembre 2013. Questo era stato chiesto dai sindaci anche in un incontro nei giorni scorsi con il governo.

Gli immobili destinati alla ricerca scientifica, così come quelli per le attività sanitarie, non saranno sottoposti alla nuova tassazione – la cosiddetta service tax – prevista dal 2014. Sono inoltre stati pubblicati i paletti che riguardano la Tares, l’imposta comunale sui rifiuti e sui servizi – che dal 2014 assorbirà anche la componente immobiliare. I comuni dovranno rispettare il principio ‘chi inquina paga’ sancito dalla direttiva europea sui rifiuti. Quindi, terranno conto di alcuni criteri: commisurazione della tariffa sulla base delle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonchè al costo del servizio sui rifiuti; determinazione delle tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti; introduzione di ulteriori riduzioni ed esenzioni. Confermate anche le misure che riguardano la cassa integrazione in deroga: stanziati i 500 milioni.

È prevista come annunciato anche la tutela per altri 6.500 esodati, per una spesa complessiva di 151 milioni nel 2014; 164 nel 2015; 124 nel 2016; 85 nel 2017; 47 nel 2018 e infine 12 nel 2019. Per consentire questo è stato abbassato il tetto di detraibilità delle polizze vita: a 630 euro per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013; a 230 euro per quello 2014.

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