Italia

Approvato lo “svuota carceri”. Lega: “In caso di amnistia sara’ Vietnam”

 ROMA. Via libera del Senato al decreto “svuota carceri”. La votazione ha visto 195 sì e 57 no. Ora il disegno di legge di conversione è definitivo.

Furiosi i senatori della Lega che, simulando un fallo calcistico, hanno estratto dei fischietti e dei cartellini rossi dai banchi di Palazzo Madama. Non prima di esporre uno striscione, che recitava “Basta anni e illusioni, governo Letta a casa subito!”, poi rimosso dai commessi. Secondo il leader del Carroccio, Roberto Maroni, il problema del sovraffollamento delle carceri non si risolve con lo ‘svuotacarceri’ e meno ancora con l’amnistia: “Se qualcuno pensa di farlo sappia che dalla Lega avrà altro che il Vietnam o l’Afghanistan”, ha detto il governatore della Lombardia, che ha presentato un pacchetto di proposte del partito sulla giustizia, che comprende tre ddl (tra cui per il sovraffollamento delle prigioni) da presentare a settembre e l’adesione a quattro dei referendum Radicali, tra i quali la separazione delle carriere dei magistrati, il rientro dei magistrati fuori ruolo, la responsabilità civile dei magistrati e anche quello sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

E, presentando le proposte, Maroni ha annunciato che “se sarà utile” la Lega “darà un contributo” anche nell’organizzazione del referendum. Le tre proposte, che saranno curate dalla segreteria della Lega e dal deputato Nicola Molteni, saranno presentate a settembre per “abolire l’obbligatorietà dell’azione penale, riportare le indagini preliminari agli organi di polizia e far scontare ai cittadini extracomunitari il carcere nel loro Paese”.

Per risolvere il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari, secondo la Lega, infatti, l’unica soluzione è che gli extracomunitari scontino la pena nel loro Paese d’origine. “Nell’ultimo anno –ha sottolineato Molteni – la popolazione carceraria è diminuita di sole mille unità, a conferma che per risolvere il problema è indispensabile una soluzione strutturale e organica. Tenendo anche conto del fatto che l’Ue ci chiede di diminuire di 20mila unità nei prossimi mesi il numero dei detenuti stranieri, che attualmente sono 23mila”.

Per raggiungere l’obiettivo di far scontare ai detenuti extracomunitari la pena detentiva nel Paese d’origine, tuttavia, è indispensabile siglare accordi bilaterali: “Parlamento e governo – spiega Maroni – si devono attrezzare in questo senso. Da ministro dell’Interno ho siglato diversi accordi di questo tipo, anche perché esiste un accordo-quadro europeo che consente di farlo, naturalmente nel rispetto dei diritti del detenuto e con il suo consenso”.

L’obbligatorietà dell’azione penale “è un’ipocrisia e consente abusi perché consente una forte discrezionalità ai magistrati”, ha sottolineato Maroni. Il rientro dei fuori ruolo, tra l’altro,è necessario “perché oggi c’è una giustizia negata anche sui tempi che richiede un rafforzamento degli organici. Un magistrato deve fare il magistrato e non, magari, il capo di gabinetto di un ministro”, ha spiegato il segretario della Lega evidenziando come “il rapporto tra politica e giustizia oggi sia particolarmente a rischio”.

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