Esteri

Manning, la “talpa” di Wikileaks, condannato a 35 anni

Bradley ManningWASHINGTON.La “talpa” nell’esercito Usa, Bradley Manning, è stato condannato a 35 anni dalla corte marziale per aver passato documenti militari e diplomatici a Wikileaks.

Rischiava fino a 90 anni, ma l’accusa aveva chiesto una condanna a 60 anni di reclusione, il congedo con disonore e il pagamento di una multa da 100mila dollari. Manning sarà anche congedato con disonore dall’esercito. Subito dopo la notizia della condanna, Amnesty International ha fatto appello al presidente Barack Obama perchè commuti la pena a Manning e apra invece un’inchiesta sugli abusi da lui denunciati.

Il militare americano, 25 anni, reo confesso di essere la “talpa” di Wikileaks, ha provocato la più grande fuga di notizie top secret della storia americana. Il giudice della corte marziale, il colonnello Denise Lind, lo aveva riconosciuto colpevole lo scorso mese di 20 capi di imputazione, tra cui spionaggio e furto, ma non dell’accusa più grave di “connivenza con il nemico”, per cui avrebbe rischiato l’ergastolo. Il difensore di Manning, David Coombs, non aveva invece formulato alcuna richiesta specifica, indicando tuttavia di ritenere che la condanna non avrebbe dovuto superare in ogni caso i 25 anni, lo stesso termine in cui sarebbe scaduta la segretezza di alcuni dei documenti divulgati dal suo assistito.

Alla condanna di 35 anni dovranno essere tolti i circa 3 anni, esattamente 1293 giorni, che ha già scontato. E solo dopo circa 10 anni di carcere, cioè un terzo della pena, Manning potrà godere di sconti di pena. Manning, durante l’udienza preliminare a inizio 2013, ha ammesso di aver consegnato i documenti alla piattaforma gestita da Julian Assange nel tentativo di mostrare quelli che secondo lui erano abusi dei militari in Iraq ed in Afghanistan. Voleva così, ha spiegato, suscitare un dibattito sulla politica estera e militare degli Stati Uniti.

Ha dichiarato, inoltre, di aver agito di sua spontanea volontà, “non su pressioni di Wikileaks” quando ha passato al sito-anti segreti centinaia di migliaia di documenti top secret del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Il soldato ha rivelato di aver provato a contattare anche le testate statunitensi Washington Post e a New York Times senza ricevere risposta.

“Non pensavo che avrei danneggiato gli interessi americani, solo messo in imbarazzo il governo rivelando i retroscena dei suoi contatti internazionali”, ha spiegato. Qualche giorno fa, però, Manning si è scusato: “Chiedo scusa per le conseguenze inaspettate delle mie azioni: mi dispiace aver danneggiato delle persone e l’America. Negli ultimi tre anni ho capito molte cose”.

Il caso Wikileaks è scoppiato a fine novembre 2010, quando il sito fondato da Assange pubblicò, dopo averli anticipati sulla stampa internazionale, 250mila file risalenti ai tre anni precedenti e riguardanti le conversazioni tra Washington e circa 270 ambasciate e consolati di tutto il mondo. Ma già nei mesi precedenti la piattaforma aveva iniziato a pubblicare parte dei file inviati da Manning. I documenti erano stati trafugati da Manning, all’epoca soldato 22enne di stanza in Iraq, che li aveva poi passati via chiavetta a Wikileaks.

Arruolatosi nell’esercito nel 2007, Manning (originario dell’Oklahoma), era stato infatti inviato in Iraq due anni più tardi: grazie al suo lavoro di analista informatico dell’esercito statunitense aveva accesso a diversi database. Per raccogliere i file, la “talpa” ci aveva messootto mesi: l’operazione era riuscita grazie ad un cd con in copertina Lady Gaga, dove Manning salvava, al posto della musica, i file compressi con i dispacci.

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