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Violenza donne, tre arresti in Campania: uno usava moglie come prostituta

 NAPOLI. Nuovi episodi di violenza sulle donne arrivano dalla Campania. A Celle di Bulgheria (Salerno) un uomo di 54 anni è finito in manette dopo che, da circa tre anni, costringeva sua moglie a prostituirsi.

E’ stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Sapri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minaccia, violenza sessuale continuata e sfruttamento della prostituzione. L’uomo, minacciandola con una pistola e con il ricatto di portarle via i due figli, costringeva la sua consorte di 35 anni a prostituirsi tra le mura domestiche, percependo un compenso di 100 euro per ogni prestazione. Le indagini sono iniziate nel giugno scorso, quando la 35enne ha avuto il coraggio di denunciare le angherie subite dal marito ai carabinieri, competenti per territorio. I militari dell’Arma, nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura di Vallo della Lucania, hanno accertato, tra l’altro, che gli uomini che usufruivano delle prestazioni sessuali erano tutti conoscenti del 54enne e residenti in provincia diSalerno.

Napoli, tenta di strangolare la moglie. Per G.M., 40enne diNapoli, si tratta del secondo arresto in dieci giorni. Deve rispondere di nuovo di maltrattamenti in famiglia, porto illegale di coltello e minacce gravi. Intorno alle 19,30 di martedì, una volante della polizia si è recata in via Artemisia Gentileschi, nel quartiere di Pianura, per una segnalazione di lite violenta in famiglia. R.M., donna di 36 anni, ha riferito agli agenti che il marito si era presentato a casa chiedendo di vedere le figlie di 5 e 9 anni, nonostante il divieto imposto dal giudice dopo il suo arresto fatto dai carabinieri il 16 agosto scorso.Il provvedimento preso dal tribunale imponeva a G.M. l’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla consorte. L’uomo, dato che la moglie si rifiutava di farlo entrare, l’ha minacciata di morte, promettendo di ripresentarsi. In un primo momento la situazione sembra tornare normale, ma alle 22.45 la donna ha nuovamente contattato la polizia perché il marito è tornato armato di un grosso coltello a serramanico, minacciando di nuovo di ucciderla in presenza delle figlie, arrivando a stringerle le mani intorno al collo. Gli agenti lo hanno bloccato, non senza difficoltà, sequestrando anche il coltello di cui G.M. ha tentato di disfarsi. L’uomo, che ha precedenti per furto e lesioni personali, è ora in carcere.

Torre Annunziata, picchia e rapina la convivente. A Torre Annunziata un 43enne, Emilio Di Capua, ha picchiato più volte la convivente durante la settimana di Ferragosto, portandole via il telefonino, denaro e oggetti d’oro dopo averla rinchiusa in camera da letto. Per questo il gip ne ha disposto l’arresto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, lesioni e rapina. Le indagini, condotte dai carabinieri di Castellammare di Stabia, mostrano continui episodi di “inaudita violenza”, scrive il procuratore aggiunto Raffaele Marino, nei confronti della donna.

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