Aversa

D&T: “No alla cementificazione di Via Rossa”

 AVERSA. “Democrazia e Territorio” dice no alla cementificazione dell’area standard di via Guido Rossa ipotizzata dall’amministrazione, qualunque siano le strutture che si intendano edificare su di essa.

“Dopo la bonifica effettuata nei giorni scorsi – esordisce il leader del movimento civico Antimo Castaldo – l’area standard è apparsa in tutte le sue potenzialità che, in teoria, sono tante”. “Se si vuole scegliere una destinazione non si può prescindere dalla situazione ambientale della zona in cui è collocata l’area che appare completamente cementificata”, continua l’ex candidato sindaco, ricordando come lo standard sia circondato da edifici popolati da centinaia di famiglie oltre che da istituti scolastici.

Un dato che a parere del movimento che, da sempre, punta alla tutela dell’ambiente e della vivibilità del territorio deve far escludere a priori ogni ipotesi di cementificazione, sia pure finalizzata alla realizzazione di una nuova caserma dei Carabinieri.

Per “Democrazia e Territorio” nemmeno l’idea di attrezzare lo standard ad area sportiva sarebbe da perseguire. Meglio realizzare un’area verde attrezzata, sul tipo di parco Balsamo e parco Grassia, per offrire alle centinaia di residenti della zona un polmone verde in cui respirare aria pulita, trascorrendo ore serene.

“Con i suoi circa ottomila metri quadrati lo standard si presta in maniera ottimale a trasformarsi in parco pubblico attrezzato”, osserva Castaldo, sottolineando che in questo senso va anche la proposta di alcuni consiglieri dell’attuale amministrazione. Se accadesse, si doterebbe di una preziosa valvola di sfogo una zona della città, definibile periferica, ad alta densità abitativa che oggi non è dotata di servizi capaci di garantire una normale vivibilità. Tanto che i residenti preferiscono raggiungere l’area giochi del confinante comune di Lusciano per far divagare i bambini essendo più vicina di parco Balsamo, di parco Grassia e parco Pozzi. “Per una città in cui il verde latita, trasformare in oasi verde un appezzamento di terreno così grande sarebbe davvero un grosso risultato amministrativo”, conclude Castaldo.

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