Aversa

Bambino azzannato da rottweiler in Via Michelangelo

 AVERSA. Dieci giorni di guarigione per una ferita lacerocontusa ad un fianco e tanta, tantissima paura, oltre a subire la profilassi prescritta nei casi di morsi da cane.

Solo il caso ha voluto che un incidente che ha visto quale vittima un bambino di quattro anni, non si trasformasse in una delle tante tragedie dovute ad attacchi dei cani a bambini.

Nella serata di giovedì, infatti, un cane di razza rottweiler ha aggredito una coppia, padre e figlio. Teatro dell’assalto l’uscita di un noto bar cittadino di via Michelangelo, una delle strade della movida aversana. Secondo una prima ricostruzione operata dagli agenti della polizia municipale di Aversa, ai quali il padre si è rivolto dopo il fatto per denunziare l’accaduto, il genitore era appena uscito dal bar in compagnia del bambino, quando un cane rottweiler, tenuto al guinzaglio da un adolescente, ma sprovvisto della prescritta museruola, è riuscito a districarsi dal controllo del padrone e si è avventato contro il bambino azzannandolo ad un fianco.

Immediato l’intervento del padrone del cane che, pubblicamente, ha picchiato l’animale. Intanto, il padre della giovane vittima ha, ovviamente, pensato a prestare i primi soccorsi al figlio, trasportandolo con la propria autovettura al pronto soccorso dell’ospedale cittadino “San Giuseppe Moscati”. Qui i sanitari, dopo opportuni controlli, hanno accertato che il morso dell’animale aveva provocato solo una grossa ferita con una lacerazione della pelle, ma senza che fossero lesi organi vitali.

Ben dieci i giorni di prognosi i punti che i medici della struttura sanitaria normanna sono stati costretti a prescrivere per rimarginare la ferita. Inoltre, come è prassi in questi casi, per evitare che vi possano essere complicazioni, è stata anche avviata la profilassi antirabbica.

Il genitore è, poi, ritornato sul luogo dell’accaduto cercando di identificare il padrone del cane, che, nel frattempo, aveva pensato bene di far perdere le proprie tracce. I presenti hanno affermato che non avevano mai visto in precedenza né il giovane né l’animale. Alla fine, il giovane si è presentato ed insieme al genitore si è rivolto al competente ufficio dell’Asl per verificare le condizioni del cane ed escludere complicazioni, senza che alcuna querela di parte sia stata presentata.

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