Italia

Tour europeo di Renzi: prima tappa in Germania dalla Merkel

 ROMA. Matteo Renzi parte in “tour” per le cancellerie europee. Prima tappa Berlino, dove giovedì ha incontrato Angela Merkel, poi il sindaco di Firenze incontrerà, a Parigi, il presidente francese Francois Hollande.

La successiva meta dovrebbe essere Londra dove Renzi, oltre al premier David Cameron, potrebbe incontrare anche Tony Blair che più volte ha indicato a modello di leader di una sinistra moderna. E con il quale si è già visto, giusto un anno fa, a Firenze. Tutti colloqui assolutamente privati, senza dichiarazioni rilasciate alla stampa. Un tour, quello del “rottamatore” del Pd, cominciato in sordina ma che sembra destinato a suscitare clamore.

“Le vanno a scovare sottoterra”, aveva detto Renzi appena una settimana fa, commentando l’idea che era circolata nel Pd di spingerlo a presentarsi come capolista alle elezioni europee, facendo capire che non avrebbe così facilmente rinunciato alla sua corsa italiana che sempre più pare avere come primo obiettivo la segreteria del Pd.

In Europa, adesso, ci va davvero. Ma, come dice lui, incontrando direttamente i principali protagonisti dell’Unione. Un percorso di avvicinamento e di accreditamento irrinunciabile per chi mira ad avere un posto di rilievo nella politica nazionale: adesso, anche se la riserva non è ancora sciolta, alla segreteria del Nazareno, in futuro a Palazzo Chigi.

Tuttavia se l’incontro berlinese di Renzi è stato accompagnato dalla discrezione, appena la notizia è diventata di dominio pubblico i suoi più stretti collaboratori hanno fatto sapere che il faccia a faccia con frau Merkel era assolutamente “privato”. E che soprattutto il premier Enrico Letta ne era stato “informato”. Una precisazione tesa ad evitare che la visita a Berlino possa essere interpretata se non come una delegittimazione almeno come un gesto di scortesia nei confronti del capo del governo.

Ironico Beppe Grillo che, in un post pubblicato sul suo blog, scrive: “Renzi non vanta alcuna credenziale se non quella di aver vinto alla Ruota della Fortuna”. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle la visita alla Merkel ricorda “la ricerca della benedizione papale dei grandi feudatari del medioevo. In ginocchio, baciando il sacro anello. Gott mit uns”.

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