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Siria, Bonino: “Non abbiamo conferme su padre Dall’Oglio”

Paolo Dall’Oglio ROMA. “Non abbiamo conferme su padre Dall’Oglio, ma è una situazione molto difficile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, nel corso di un’audizione sulla situazione in Medio Oriente davanti alle commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato.

Riguardo al padre gesuita di cui si sono perse le tracce in Siria, la Bonino ha assicurato che “tutti gli strumenti di intelligence sono stati attivati. In questi casi, tuttavia – ha spiegato il ministro – spesso ci sono scambi di ostaggi tra gruppi e quindi la situazione non è facilmente controllabile”. Secondo la Farnesina quindi padre Paolo Dall’Oglio “al momento rimane irreperibile”.

In occasione dell’audizione davanti alle commissioni, il ministro Bonino ha parlato anche del giornalista della Stampa Domenico Quirico, rapito da ormai più di cento giorni in Siria, limitandosi a dire però che “l’unico dato positivo è che non abbiamo cattive notizie”.

Il ministro degli Esteri, parlando poi della situazione in Medio Oriente, ha voluto lanciare un messaggio agli italiani in viaggio o in vacanza in Egitto: “La Farnesina sconsiglia le escursioni fuori dagli hotel”. “Bisogna fare attenzione anche alle escursioni previste dai pacchetti turistici”. ha aggiunto Bonino, ricordando che mediamente in Egitto in questo periodo ci sono 20mila connazionali, in gran parte turisti “ma non solo”, e citando gli attentati sulla penisola del Sinai che, ha detto, “sono sempre di difficile interpretazione”.

Per quanto riguarda invece il sacerdote gesuita, a proposito del quale martedì 30 luglio si è diffusa la notizia di un possibile rapimento, nella giornata di mercoledì 31 alcuni attivisti, che hanno accompagnato il religioso in Siria, hanno riferito all’Ansa che “non è stato rapito, ma ha sospeso ogni contatto con l’esterno nell’ambito dei negoziati”, che ha in corso con esponenti jihadisti dell’opposizione.

Dall’Oglio, precisano gli attivisti, è entrato in Siria passando il confine dalla Turchia e da domenica è impegnato nei colloqui. Il religioso aveva un appuntamento con Abu Bakr al Baghdadi, capo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, organizzazione a cui è collegato il Fronte al Nusra, principale forza jihadista dell’opposizione siriana. Dall’Oglio aveva preannunciato che per alcuni giorni avrebbe chiuso ogni contatto con l’esterno.

Sempre in giornata il generale dei gesuiti, padre Adolfo Nicolas, a margine della messa che Papa Francesco ha celebrato con i confratelli gesuiti nella chiesa del Gesù, ha detto: “Non ho notizie dirette di padre Paolo Dall’Oglio, non ne ha neanche il superiore provinciale del Medio Oriente, da cui lui dipende. Abbiamo solo le notizie che leggiamo dalla stampa”. Tuttavia, ha aggiunto, “non sappiamo cosa c’è ed è una situazione anomala: sarebbe più facile da capire se lo avesse rapito un gruppo pro governo piuttosto che uno dell’opposizione, poiché padre Dall’Oglio ha sempre parlato in difesa dell’opposizione. E’ – ha ribadito – una situazione anomala”.

Intanto, anche il Papa ha rivolto un pensiero a padre Dall’Oglio. Bergoglio ha ricordato le figure di due gesuiti che “hanno dato la vita” nel loro ministero, San Francesco Saverio e Padre Pedro Arrupe. E’ a questo punto che Papa Francesco ha aggiunto: “Penso a padre Paolo”.

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