Italia

Pesto al botulino, “caccia” a una partita di 14.872 confezioni

 GENOVA. Nonostante
l’allarme lanciato sabato dal ministero della Sanità per una partita di
pesto con probabili tracce di botulino, l’allarme si è diffuso e si sono verificati
diversi casi d’intossicazione.

Due ricoverati,100 visite, ma il numero è
destinato ad aumentare, è un’inchiesta in corso. Subito dopo l’allarme, la
dittagenovese che produce la salsa al basilico aveva immediatamente
provveduto a ritirare i vasetti incriminati – una partita comprendente 14.872
confezioni in Liguria ma anche in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana
e Valle d’Aosta.

I militari hanno controllato tutta la filiera della produzione
e raccolto campioni di prodotto che nelle prossime ore saranno inviati ad
alcuni laboratori. Al momento il reato ipotizzato è “lesioni colpose”. Il
fascicolo, una volta aperto, sarà affidato al pm Stefano Puppo.

Per tutta la serata di domenica e per le prime ore
della mattinata di lunedì, centinaia di richieste di informazioni sono inoltre
giunte ai centralini delle strutture sanitarie.

Delle 10 persone ricoverate
negli ospedali genovesi, per sospetta intossicazione da botulino dopo avere
mangiato pesto prodotto dall’azienda Bruzzone e Ferrari, 8 sono state dimesse e
due restano sotto osservazione.

Intanto, la Coldiretti lancia l’allarme. “Con
l’annuncio della sospetta presenza di botulino in pesto genovese lanciato dal
Ministero della Salute aumentano gli allarmi alimentari in Italia che nel primo
semestre dell’anno sono stati ben 268 con una tendenza all’aumento rispetto al
2012 quando erano stati pari complessivamente a 517 i casi rilevati nell’intero
anno”, scrive.

“Tutte le strutture
sanitarie della Regione Liguria sono state attivate. “Dal primo momento, stiamo
seguendo con la massima attenzione questo possibile rischio botulino – spiega
l’assessore regionale alla Salute, Claudio
Montaldo
– emerso dalle procedure di autocontrollo su una partita di pesto
distribuita in Piemonte”.

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