Italia

Mediaset, Pdl blocca le Camere per un giorno. Pd diviso, ira M5S

 ROMA. Ai vertici la chiamano
una pausa di riflessione o uno stop ai lavori: la verità è che la politica si è
fermata accogliendo la richiesta del Pdl.

Il motivo di protesta, con le
conseguenti polemiche in Parlamento, arrivano per dare un segnale di
insofferenza per la decisione della corte di cassazione di calendarizzare per
il 30 luglio l’udienza del processo Mediaset, che vede imputato Silvio
Berlusconi, già condannato in primo e secondo grado. Il Pdl ha ottenuto anche
la cancellazione del vertice di maggioranza sulle questioni economiche. La stop
dei lavori di Camera e Senato è previsto solo per la giornata di mercoledì,
anche se le reazioni non sono mancate. Inizialmente Brunetta aveva parlato di
uno stop di tre giorni. Poi ha specificato alle agenzie che la “pausa di
riflessione” sarebbe durata solo due giorni.

Quindi il senatore ed ex ministro
Maurizio Gasparri ha ulteriormente assottigliato la richiesta: “Abbiamo chiesto
la sospensione dei lavori solo per oggi”. Intanto, comunque, il ministro delle
Infrastrutture, Maurizio Lupi, si affretta a blindare il governo Letta:
“L’anticipo della sentenza della Cassazione non mette a rischio la maggioranza
ma la democrazia in questo Paese. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro e
andiamo avanti”.



A favore alla sospensione hanno votato, oltre al Popolo della libertà, Pd e
Scelta civica. Contrari invece M5S, Sel e Lega. I voti di differenza sono stati
171. “Da parte nostra non c’è alcuna volontà di bloccare il Parlamento – ha
spiegato il capogruppo al Senato Schifani -. Abbiamo chiesto la sospensione del
lavori per fare in modo che i nostri gruppi discutano sulla delicatissima e
drammatica situazione che sta vivendo il Paese”.

Dopo il voto favorevole allo
stop dei lavori a Palazzo Madama, i senatori del M5S si sono levati giacca e
cravatta in aula per protesta. Crimi ha poi invitato i senatori a uscire
dall’Aula per rivestirsi e ha dichiarato: “Il Parlamento viene espropriato a
causa di una persona, dell’eterno assente dal Parlamento. Ci chiediamo che cosa
ci sta a fare a palazzo Madama un senatore che non è mai presente”. Bagarre in
aula quando i grillini si sono scagliati contro i colleghi del Pd che hanno
votato a favore.

Al termine del voto, i deputati sono usciti dall’aula e si
sono seduti per terra in piazza Montecitorio: “Usciamo da questo posto fetido”,
ha detto l’ex capogruppo Roberta Lombardi. Le ragioni dell’adesione al Pd alla
richiesta del Pdl vengono esposte in aula dal deputato Ettore Rosato e scattano
i fischi. Poi Roberto Speranza, presidente del gruppo Pd spiega: “Non c’è stata
nessuna moratoria. Abbiamo solo votato per consentire al Pdl di svolgere
l’assemblea del gruppo nel pomeriggio odierno. Abbiamo invece respinto una
richiesta ingiustificata di sospendere per tre giorni tutti i lavori dell’aula,
richiesta avanzata dallo stesso Pdl nel corso della capigruppo di stamane”.

Alla Camera gli astenuti sono stati una ventina. Tra i più contrari ci sono i
renziani: “Ci siamo adeguati alla decisione ma una scelta così è assurda,
contro il nostro popolo, non ci capiscono”, spiega Luca Lotti, molto vicino a
Matteo Renzi. Tra chi non condivide la scelta, si contesta anche la mancata
convocazione di una riunione del gruppo per decidere la linea. “In chi ha
scelto di astenersi c’è molto opportunismo”, dice invece Matteo Orfini dei “giovano
turchi”.

Duro anche l’intervento del segretario del Pd, Guglielmo Epifani che
sottolinea che le vicende di oggi rendono “ancora una volta esplicito il
problema di fondo di questi mesi: la vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi e
il rapporto d azione di governo e di Parlamento. Questo nodo deve essere
sciolto solo tenendo distinte le due sfere, perchè se no, a furia di tirare, la
corda – ammonisce Epifani – si può spezzare, con una scelta di irresponsabilità
verso la condizione del paese e la sua crisi drammatica”. Più tardi arriva
anche la nota dei senatori del Pd Laura Cantini, Mauro Del Barba e Mario
Morgoni.

“Oggi abbiamo detto agli italiani che i problemi di Berlusconi,
vengono prima di quelli del Paese. La decisione di sospendere l’aula è un messaggio
di resa alle rivalse del Cavaliere – affermano – Abbiamo fatto un governo con
il Pdl per approvare riforme urgenti – aggiungono i parlamentari – non per
condividere le grane giudiziarie del suo leader”.

Mentre su Twitter il senatore
del Pd Silvio Lai precisa: “Il Pd ha votato contro la richiesta Pdl di
sospendere per 3 giorni l’attività del Parlamento. Il Pdl si è dovuto
accontentare di 4 ore come da prassi parlamentare”. Il segretario Roberto
Maroni a nome della Lega si è opposto alla richiesta del Pdl: “Sono convinto
che chiudere il Parlamento in queste condizioni sia un vulnus alla democrazia:
se così sarà chiederemo immediatamente un incontro a Napolitano”.

A favore
invece Scelta Civica: “Rispettiamo la richiesta di sospensione presentata dal
Pdl: se un gruppo politico rilevante è in difficoltà e ha bisogno di tempo per
riflettere e confrontarsi su alcuni passaggi, Scelta Civica è responsabilmente
disponibile e accoglie la richiesta”, così Andrea Olivero, coordinatore
politico del partito guidato da Mario Monti.

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