Italia

Indesit disposta a rivedere piano se arriveranno contributi regionali e statali

 ROMA. Si è appena concluso nel pomeriggio di martedì l’incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenzaIndesittra le sigle sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilma Uil e Ugl Metalmeccanici e tra il sottosegretario Claudio De Vincenti.

Secondo fonti sindacali, il percorso che si è delineato durante l’incontro porterà a un tavolo tra le istituzioni, il Governo eIndesitper vedere quali contributi concreti si possano trovare per modificare il percorso delineato dall’azienda che prevede 1.425 esuberi nei tre impianti di Fabriano, Comunanza e Caserta. Indesitsembrerebbe disposta a fare modifiche anche sostanziali sulla base di questi contributi concreti di Regioni e Governo.

Un nuovo incontro è in programma venerdì 19 luglio, sempre al Mise. Per il 26 luglio, il venerdì successivo è stato invece convocato il tavolo “plenario” con i sindacati.

“Le mobilitazioni dei lavoratori hanno prodotto un primo e importante risultato. E’ prematuro dare giudizi ma sarà importante valutare i cambiamenti sostanziali al piano”, commenta Giovanni Sgambati, segretario Uilm Campania. “Il 26 luglio percepiremo se l’azienda vorrà fare solo piccoli ritocchi o interventi sostanziali”, aggiunge, ribadendo come “questi risultati sono stati possibili anche per la forte coesione non solo dei lavoratori e sindacati ma anche delle istituzioni locali”.

Il segretario nazionale della Fim-Cisl, Anna Trovò, esprime un giudizio “prudentemente positivo” sul tavolo perIndesit. “Finalmente si apre un percorso di verifica su come e quanto l’azienda è disponibile a modificare il piano che per noi è inaccettabile”.

“Finalmente allaIndesitnon escludono di modificare il piano industriale, ma non si impegnano a farlo”, affermano il segretario nazionale della Fiom, Michela Spera, e il coordinatore per il gruppo Indesit, Alessandro Pagano. “Il Governo e le istituzioni devono concretamente lavorare, come oggi dimostrato, per mantenere in Italia produzioni importanti come questa e l’azienda deve fare appello alla sua responsabilità sociale”, affermano i metalmeccanici Cgil. “Noi – concludono – restiamo in attesa e solo dopo l’incontro del 19 saremo in grado di capire se ci saranno cambiamenti sostanziali”.

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