Esteri

Egitto, al via il dopo Morsi: Mansour giura. Arrestati Fratelli Musulmani

 CAIRO. Destituito il presidente Mohamed Morsi, costituzione sospesa e poteri al presidente della Corte costituzionale.

Il giudice Adly Mansour, presidente della Corte costituzionale egiziana, ha giurato come presidente ad interim. Morsi è stato informato dai militari di non essere più presidente dell’Egitto dalle 19 di mercoledì, in seguito al fallimento dei negoziati con i militari per lasciare il potere. Per lui e per altri otto dirigenti della Fratellanza sono soggetti a divieto di espatrio con l’accusa di insulto alla magistratura. Lo ha deciso un magistrato inquirente, secondo fonti giudiziarie.

“I Fratelli musulmani sono parte della nazione”, ha detto Manosur nella sua prima dichiarazione rilasciata al sito del quotidiano Al-Arham, invitandoli a “condividere la costruzione della nazione”. Anche l’alleanza liberale e di sinistra dell’Egitto rifiuta l’esclusione dei gruppi politici islamici. In una dichiarazione, l’Alleanza afferma che “ciò che sta succedendo in Egitto non è un colpo di stato”, ma è la protezione della democrazia.

Morsi, nel frattempo, dall’alba di giovedì, viene tenuto in “isolamento” all’interno del ministero della Difesa, mentre per il leader del partito dei Fratelli musulmani, Saad el Katatni, e il capo dei parlamentari dello stesso partito, al Bayumi, sono scattate le manette e vengono trattenuti in arresto dentro un edificio militare. Uguale sorte è toccata, subito dopo il giuramento di Mansour, alla guida spirituale della Fratellanza Mohamed Badie e al suo vice Khairat el Shater ai quali era già stato imposto il divieto di espatrio. Stando al quotidiano al Ahram, sono stati diramati ordini di arresto per 300 membri del partito.

Intanto, si teme una guerra civile. Sono almeno 14 i morti negli scontri scoppiati tra i manifestanti contro e pro Morsi. Il presidente Usa Barack Obama si è detto “preoccupato di quanto sta accadendo auspicando insieme alla Ue un rapido e pieno ritorno a un governo democratico” ma avvertendo che il golpe mette a rischio gli aiuti militari americani. Anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, si è detto “preoccupato per l’interferenza dei militari” negli affari dell’Egitto. Ban ha aggiunto che “sarà cruciale rafforzare il governo civile in linea con i principi della democrazia”.

La destituzione di Morsi coglie di sorpresa la comunità internazionale. “In Egitto la situazione è in assoluto movimento. La prudenza è la linea migliore che possiamo seguire senza precipitarci in giudizi o affermazioni su situazioni complesse che non si possono ridurre in un tweet”, ha detto il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino. Londra ha fatto sapere che “la Gran Bretagna è pronta a riconoscere la nuova amministrazione in Egitto e a collaborare”. Dura la reazione della Turchia: la destituzionedi Morsi è “inaccettabile”, un “colpo di stato militare”, ha detto il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu.

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