Esteri

Datagate, Snowden accusa Obama: “Aggressione politica”

 MOSCA. Ha chiesto asilo politico a diversi Paesi europei, tra cui anche l’Italia, la “talpa” del Datagate, Edward Snowden, attualmente in Russia, dopo la “fuga” da Hong Kong.

Le richieste di asilo sono state presentate il 30 giugno scorso al consolato russo dell’aeroporto moscovita, nella cui zona di transito si trova Snowden, da Sara Harrison, avvocato attivista di Wikileaks. Tra i principali Paesi figurano Germania, Francia, Spagna, ma ci sono anche Austria, Bolivia, Brasile, Cina, Cuba, Finlandia, Irlanda, Olanda, Nicaragua, Norvegia, Polonia, Russia, Svizzera e Venezuela.

DEPUTATI PD INTERROGANO GOVERNO. Proprio dall’Italia arriva un’interrogazione, presentata dai deputati Pd della commissione Esteri (Enzo Lattuca, Lia Quartapelle e Vincenzo Amendola) in cui si chiede al governo se gli Usa abbiano fornito chiarimenti sulla ipotesi di raccolta di informazioni non concordata nelle sedi diplomatiche italiane a Washington. Secondo il “Guardian”, infatti, gli agenti Nsa avrebbero “spiato la sede della missione Ue a New York, l’ambasciata Ue a Washington e 38 sedi diplomatiche straniere, inclusa quella dell’Italia”. “Il Guardian – ricordano i deputati Pd – aveva pubblicato un articolo, poi rimosso, sull’accordo fra Paesi europei, tra cui l’Italia, e Stati Uniti per il passaggio di informazioni; fonti dei servizi di sicurezza italiani hanno ammesso, a mezzo stampa, che la collaborazione con i servizi di sicurezza americani e alleati nel campo del contrasto a terrorismo e criminalità internazionale, e per la sicurezza dei contingenti militari nelle missioni esiste”. “Qualora venisse confermata la specifica attività statunitense diretta al controllo delle sedi diplomatiche straniere a Washington – concludono i deputati – sarebbe un fatto preoccupante su cui chiediamo chiarimenti da parte del ministero degli Affari esteri”.

BONINO: “SPERIAMO CHE NEGOZIATO NON SIA A RISCHIO”. Da parte sua, il ministro degli Esteri, Emma Bonino, auspica “che il negoziato sul libero scambio Usa-Ue non sia a rischio”. Un chiarimento degli Stati Uniti sul presunto spionaggio, ha sottolineato Bonino, è “indispensabile per mantenere la fiducia reciproca, ma bisogna avere la consapevolezza dell’importanza del Trattato di libero scambio”.

RUSSIA NEGA ESTRADIZIONE: “IN USA PENA DI MORTE”. Intanto, l’ex analista della Nsa, invece, ha rinunciato a chiedere asilo proprio alla Russia, dopo aver saputo la posizione di Vladimir Putin. Tuttavia, Mosca continua a negare l’estradizione, chiesta dagli Usa, di Snowden, sia perché con Washington non esiste alcun accordo in materia, ma soprattutto perché negli Stati Uniti esiste la pena di morte. “Snowden – fa sapere il portavoce di Putin, Dmitri Peskov – per sua sincera convinzione o per qualche altra ragione, si ritiene un difensore dei diritti umani, un combattente per gli ideali della democrazia e della libertà dell’uomo, lo riconoscono anche le ong russe per la difesa dei diritti dell’uomo e quelle estere. Per questo si ritiene impossibile estradare Snowden ad un paese come gli Usa dove viene applicata la pena di morte”.

SNOWDEN ACCUSA OBAMA. In una sua dichiarazione diffusa da Wikileaks, Snowden accusa il presidente americano, Barack Obama, di impiegare contro la sua persona “i vecchi e cattivi strumenti dell’aggressione politica” e di usare “la cittadinanza come un’arma per farlo tacere”. “Il presidente – afferma ancora la ‘talpa’ – è impaurito da un’opinione pubblica informata e arrabbiata che chiede la verità”. Quello di Snowden è un durissimo atto di accusa verso la Casa Bianca e l’attuale governo degli Stati Uniti. “Ho lasciato Hong Kong una settimana fa – scrive Snowden, che rompe il silenzio per la prima volta da quando è giunto a Mosca – quando è stato chiaro che la mia libertà e la mia sicurezza erano minacciate dal mio governo solo per aver rivelato la verità”. L’ex contractor della National Security Agency spiega, quindi, come Obama aveva promesso che non avrebbe permesso “nessun intrallazzo diplomatico” riguardo al suo caso. “Ma dopo questa promessa – afferma Snowden – il presidente ha ordinato al suo vice Joe Biden di fare pressioni sui leader di vari Paesi ai quali io avevo chiesto protezione, in modo che respingano la mia richiesta di asilo politico”. “Questo tipo di inganno da parte di un leader mondiale non è né giustizia – prosegue Snowden – né la pena dell’esilio. Questi sono i vecchi, cattivi strumenti dell’aggressione politica. Il loro scopo è di impaurire, non me, ma tutti quelli che vorrebbero uscire allo scoperto dopo di me”. Snowden sottolinea come “per decenni gli Usa sono stati i più forti difensori dei diritti umani e del diritto di asilo. Tristemente questo diritto viene ora respinto dall’attuale governo del mio Paese”.

UE ESPRIME PREOCCUPAZIONE SU SPIONAGGIO.Dall’Europarlamento, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, davanti alla plenaria di Strasburgo, hanno ritenuto che le rivelazioni sullo spionaggio Usa contro l’Unione europea, se confermate, sarebbero “motivo di importante, seria e inquietante preoccupazione”.

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