Caserta

Carceri, i radicali casertani in sciopero della fame

 CASERTA. Nella mattinata di lunedì 22 luglio, Luca Bove, segretario dei Radicali Caserta, e Domenico Letizia, militante dei Radicali Caserta, hanno inoltrato una formale richiesta per incontrare il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio.

“E’ ormai da tempo – spiegano – che ci rivolgiamo direttamente al sindaco di Caserta affinché intervenga sia sulle modalità per ottenere l’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico e sia per la creazione di un albo degli autenticatori per il comune di Caserta, una questione che va avanti da tempo, che nell’ultimo periodo sta mettendo in serio rischio la raccolta firme sui 12 quesiti referendari. Ci auguriamo che a breve incontreremo il sindaco e che renda davvero agibile la raccolta firme nel capoluogo della provincia”. Letizia aggiunge: “Quello che chiediamo alle istituzioni casertane è semplicemente il rispetto delle regole per ripristinare una sana democrazia partecipata. Riteniamo assurdo che la volontà di scelta debba incontrare tutte codeste difficoltà burocratiche, tale sistema creato ad hoc per creare difficoltà prende il nome di ‘stalinismo’”.

Luca Bove e Olga Corse, già candidata a sindaco con la lista ‘Caserta No Caste’ e storica radicale casertana, che sono giunti al quarto giorno di sciopero della fame, spiegano anche il motivo che li hanno portati ha intraprendere questo atto di nonviolenza.

“Ovviamente – dicono – il nostro sciopero della fame è al sostegno di Marco Pannella e dei Radicali che da tempo portano avanti le battaglie per sollecitare l’opinione pubblica sulla condizione disumana delle carceri e per la difesa della legalità e dello stato di diritto e in questi giorni a Caserta stiamo vivendo in uno stato di illegalità, ci è concesso di fatto di organizzare raccolte firme e da parte del comune non ci viene data nessuna disponibilità per l’autentica delle firme”.

I radicali casertani annunciano una conferenza stampa per spiegare in maniera dettagliata il motivo del loro sciopero della fame.

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