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Castel Morrone, Pd: “Un colpo di grazia alle frazioni”

 CASTEL MORRONE. Con un manifesto affisso nell’intero paese, il Pd di Castel Morrone chiama alla mobilitazione la cittadinanza per fermare il piano di speculazione edilizia autorizzata camuffato da programma di edilizia sociale.

Il Piano 120 appartamenti nato nel 2006, per soddisfare le presunte esigenze abitative di giovani coppie, strada facendo ha cambiato obiettivo, dimensioni e contenuti, trasformandosi in un indefinito progetto di edilizia residenziale sociale (Ers) con alloggi tutti da vendere. Una scelta che ha un odore poco sociale e moltissimo di affari. Il piano, contrariamente agli obiettivi fissati dal legislatore nazionale e regionale in tema di piano casa, non persegue il miglioramento della qualità urbana e ambientale, non agevola la coesione e l’inclusione sociale ma persegue un solo obiettivo quello di costruire e vendere case, cioè affari e soltanto affari.

Il piano edilizio, nei fatti è un nuovo quartiere in aperta campagna su terreno comunale e per di più senza fogne, del tutto slegato dall’assetto urbano, che accresce il giù grave deficit infrastrutturale e procura altri ritardi nell’ammodernamento delle infrastrutture primarie e secondarie del paese. Il Pd propone, sin dal 2008, al posto del nuovo quartiere, per fronteggiare l’eventuale fabbisogno abitativo di housing sociale, il recupero del patrimonio edilizio in disuso del centro storico, che consente di centrare un doppio risultato: il risanamento del patrimonio edilizio degradato e l’offerta di alloggi sociali a prezzi accessibili e di facile inclusione sociale.

Ma, nonostante l’abbandono di circa il 60% delle vecchie case nel centro storico delle frazioni, che, se recuperate, potrebbero soddisfare l’apparente domanda di alloggi sociali, non viene agevolato il recupero del patrimonio architettonico storico rappresentato, tra l’altro, da solai e loggiati a volta che hanno resistito a diversi terremoti ma oggi rischiano di crollare sotto i colpi inaspettati di amministratori affaristi.

L’Amministrazione comunale è presa dalla smania di costruire nuove case e, perciò, ignora i danni che causa ai proprietari dei fabbricati nel centro storico e non chiede i contributi a fondo perduto che la Regione mette a disposizione per l’avvio dei programmi di rigenerazione urbana.

Così, la Giunta di Pietro Riello ha perso l’occasione che consentiva ai proprietari di fabbricati nel centro storico di realizzare alloggi sociali, in uno con il rilancio del settore edilizio in crisi e la salvaguardia del patrimonio edilizio d’indiscutibile valore storico-culturale che rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo eco-sostenibile del paese.

Caro sindaco, questi errori, ed altri che sei in procinto di commettere, insieme alle spaccature politiche della tua maggioranza dovrebbero consigliarti un serio ripensamento dei tuoi piani e iniziare un nuovo percorso che sappia collocare al centro della tua azione amministrativa il nostro paese e i nostri cittadini altrimenti è il caso di dire, dopo sette anni di governo cittadino, che non hai nulla da proporre per lo sviluppo e la crescita di Castel Morrone. E dunque ti chiediamo se ha ancora senso prolungare l’agonia del Paese o è meglio dimettersi?

Pd – Castel Morrone

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