Aversa

Tribunale e Opd, Villano: “Ce la fara’ l’amministrazione?”

 AVERSA. L’intervento del consigliere comunale del Pd, Marco Villano, durante il Consiglio comunale aperto sulla questione del Tribunale di Napoli Nord ad Aversa.

Dopo aver ascoltato tutti gli interventi mi è ben chiaro quello che è il fine ultimo di questo Consiglio comunale aperto. Pensavamo potesse essere questo un momento di confronto costruttivo ma dopo l’intervento iniziale del senatore Giuliano abbiamo capito che l’obbiettivo non era quello di unire le forze politiche e sociali rispetto all’obbiettivo comune che è il Tribunale ad Aversa, ma la mera glorificazione di una parte politica che si è quest’oggi autocelebrata.

Potremmo anche noi come Pd dire che tutto nasce nel 99 con l’accordo Stato-Regione tra Bassolino e D’Alema per l’istituzioni della cittadella giudiziaria (San Lorenzo, 7 miliardi di lire), o dire che la prima a pensare ad Aversa come sede del tribunale Napoli Nord è stata la parlamentare del Pd, Pina Picierno, in commissione giustizia nel luglio 2012, o che invece l’intervento del senatore Giuliano nella medesima commissione ma al Senato andava nella direzione di mantenere le sedi distaccate di Aversa e Caserta (approvazione di tale documento avrebbe evidentemente chiuso le porte all’istituzione del tribunale Napoli Nord ad Aversa e non solo).

Ma non l’abbiamo fatto perché non utile alla discussione che per noi deve vertere sulla risoluzione di alcuni problemi per avere ancora più forza nel rush finale prima dell’assegnazione definitiva. Perché noi il tribunale ad Aversa lo vogliamo e lavoreremo con tutti i nostri parlamentari e ministri per averlo.

Detto ciò possiamo senza timore di essere smentiti che il tribunale ad Aversa è rapidamente assurto a questione nazionale. In realtà, gli stessi parametri della legge, che ha ridisegnato le circoscrizioni giudiziarie, vengono tuttora contestati da addetti ai lavori e dalle rappresentanze di categorie professionali.

Alcuni esponenti del Pd, con specifiche competenze in materia, hanno offerto,in questi giorni, il contributo di personali considerazioni non peregrine, richiamando l’attenzione su questioni che, se non risolte, potrebbero far deragliare il provvedimento in fase attuativa o successivamente pregiudicarne la funzionalità.

Si tratta di voci responsabili e disinteressate, fuori sia dal coro dei critici “a prescindere” sia da quello dei magnificatori “a prescindere”. E riteniamo che esse, in nessun modo, possano essere state confuse con le resistenze corporative e territoriali, che stanno rumorosamente accompagnando il percorso del provvedimento dal momento del suo annuncio. Sono abbastanza evidenti i motivi reali per cui questo insediamento viene da alcuni è mal visto.

Il Tribunale ad Aversa, senza alcuna accentuazione retorica, è ben più che un provvedimento di razionalizzazione e di “spending review”. A noi aversani non può sfuggire la sua portata storica. Non è in una logica puramente sommativa – si badi bene – che lo definiamo storico. Non siamo affatto schierati con quanti plaudono a qualsiasi insediamento, purché sia.

Aversa è una città importante, certamente tra le più importantidella nostra Regione enon solo. Ma è anche una città con evidentissimi problemi di viabilità, con un ritardo indecente in materia di parcheggi e di accessi (si pensi solo ai parcheggi per le facoltà universitarie, alle stazioni della metropolita e all’interscambio con i mezzi pubblici su gomma).

Aversa rischia l’intasamento cronico per funzioni, che poco o nulla le danno in termini economici, di prestigio, di qualità e di direzionalità, oltre che per l’edificazione dissennata sviluppata nel suo hinterland negli ultimi decenni. Essa non deve puntare ad accentrare le funzioni più disparate, in una concezione miseramente autoreferenziale, ma quelle strategiche e direzionali. Tale è il Tribunale.

Purtroppo, negli ultimi decenni, la città ha totalmente mancato, forse ignorato, la missione che obiettivamente èchiamata a svolgere, quella dipunto d’incontro di un territorio difficile ma ricco di risorse. Le conseguenze di questa mancanza sono state così gravi da portarla a una celebrità “globale” di cui avremmo fatto volentieri a meno e da cui credo siamo tutti desiderosi di riscattarci.

A “Gomorra” e le montagne di rifiuti sono state dedicate a lungo le copertine di riviste diffusissime da New York a Pechino. Ma il riscatto più di tutti oggi lo vogliono i giovani e questo lascia ben sperare. Il Pd aversano, per le ultime scelte compiute, ha titolo per rappresentare i loro bisogni, le loro aspettative, per dare voce alla loro volontà di sviluppare e, negli anni, portare a compimento un progetto-città che consenta a tanti di loro di costruire un futuro possibile nella propria terra.

Aversa è giunta a un momento forse decisivo della sua storia millenaria. E, guarda caso, sarà proprio questo grappolo di anni che ci divide dal compimento del nostro primo millennio, a decidere se riusciremo a darle quella svolta, di cui alcuni “padri” della città hanno posto le premesse, ma che fino ad oggi non siamo riusciti a realizzare. Fatto sta che, nel drammatico quadro determinatosi a livello nazionale, il nostro sistema economico locale si è totalmente deindustrializzato e depauperato di una parte non secondaria del tessuto commerciale.

Il Tribunale impegna in modo adeguato una struttura prestigiosa del nostro patrimonio storico-monumentale, apre a funzioni importanti qual è l’amministrazione della giustizia, ma soprattutto rinnova il quadro di riferimento territoriale in cui Aversa tende a svilupparsi. Non più solo incerta e tentennante capitale dell’Agro, ma anche polo dei servizi dell’area settentrionale della città metropolitana di Napoli.

Nuove presenze, nuove attenzioni;presenze e attenzioni (pensate a quelle provenienti da Giugliano e dal giuglianese) che, però, si sono poste in posizione concorrenziale sulla questione del Tribunale e non solo, in una logica che proponeva Giugliano come centro più importante dell’area Napoli Nord, appiattendo Aversa sulla sua appartenenza amministrativa alla provincia di Caserta. Le si negava così, di fatto, il ruolo di pontetra l’area napoletana e quella casertana, che è parte essenziale della sua identità, anche se quasi sempre vissuta senza il necessario protagonismo ideale e progettuale.

Fatto sta che oggi c’è una metropolitana che ci collegherà sempre più ad ogni quartiere del capoluogo regionale e che, invece, si fa sempre più fatica anche solo a raggiungerlo il capoluogo provinciale. Questo, senza voler entrare nel merito della spinosa questione del futuro delle province.

Queste considerazioni, per dire che Aversa, l’attribuzione della prestigiosa sede giudiziaria, dovrà meritarsela, dovrà cioè dimostrare una statura e delle ambizioni che le hannofatto difetto sia in occasione degli insediamenti universitari sia nell’apertura della linea metro.

Tutta la città deve crescere, ma – noi lo sappiamo bene – deve crescere innanzitutto la capacità delle classi dirigenti e del ceto politico. E la politica locale, per farsi valere nelle sedi istituzionali sovraordinate dovrà fare sistema. All’eterno ci si dovrà presentare uniti. Noi in un cammino concordato, nell’esclusivo interesse della comunità territoriale, faremo la nostra parte.

La nostra città dovrà guadagnarsi l’autorevolezza necessaria per evitare contraccolpi negativi dal rinnovato posizionamento territoriale con la rapida realizzazione di tutti i servizi necessari, a partire naturalmente da quello dell’accesso e dei parcheggi.

Al Tribunale occorre che si possa accedere dalle diverse porte della nostra città e ognuna di esse dovrà consentire uno stazionamento comodo ed economico del mezzo privato, senza intasare ulteriormente le arterie cittadine e soprattutto quelle del centro storico.

Pubblico e privato dovranno parlare la stessa lingua: gli obiettivi dovranno essere definiti nelle sedi pubbliche, ai privati le iniziative imprenditoriali. L’interesse pubblico deve guidare le scelte, il privatodeve trovarele opportunità per un giusto profitto. Ci sarà modo di affrontare analiticamente i tanti problemi da risolvere.

Ma c’è una cosa che s’impone per assoluta evidenza e priorità. L’area dell’Opg è lì, sembra naturalmente destinata in parte a servizio del nuovo Tribunale, in parte a favorire l’ingresso al centro storico, da sempre marginalizzato proprio da quell’enorme muraglia…orribile, inutile muraglia. Come sappiamo, l’interlocutore è lo stesso, il Ministero della Giustizia, e oggi non dobbiamo inseguirlo a Roma, lo abbiamo qui.

Dell’Opg si devono rendere da subito disponibili adeguati spazi a servizio del nuovo tribunale consentendo anche l’apertura di vie d’accesso al cuore della città, il centro storico. Non si può né è necessario attendere che si realizzi la dismissione degli Opg. Quello di Aversa potrebbe essere svuotato subito delle sue funzioni, appoggiandole ad altre sedi, che non hanno le nostre urgenze, in attesa della completa attuazione della legge.Ma, se ciò non fosse possibile o conveniente, l’Opg trattenga ancora per sé solo le strutture e gli spazi strettamente necessari e per il tempo strettamente necessario.

Ecco, signor sindaco, le principali cose da fare. E, come vede, sono vistosamente legate all’esigenza che Aversa si dia il Piano urbanistico comunale, nei tempi prescritti, con il Tribunale e l’Opg al centro dell’attenzione generale. Ce la farà la sua amministrazione? Sono i fatti e non noi a dettare i tempi e non possiamo non rilevare che sul fronte del disegno urbanistico della nuova Aversa il suo silenzio ci sembra addirittura imbarazzante.

Si affrontino i problemi subito e alla luce del sole, al di fuori di schieramenti precostituiti e parlando ai cittadini che oggi, molto più di prima, capiscono e vogliono sapere. Non è più tempo di salotti esclusivi e di studi professionali come sedi di accordi che poi gli organi istituzioni, quelli che operano e decidono in sedute pubbliche, sono solo chiamate a ratificare.

Coraggio sindaco, alla vigilia di un passaggio che disegnerà l’assetto futuro della città, si faccia chiarezza su tutto, si faccia pulizia di un recente passato poco onorevole e si passi all’azione con la massima tempestività e trasparenza.

Noi, come sempre, siamo qui pronti con idee e proposte concrete a lavorare negli interessi della città di Aversa attivando le massime cariche istituzionali del nostro partito per realizzare la magnifica opportunità rappresentata dal tribunale Napoli Nord, e per dimostrare che la politica è ancora in grado di dare risposte tesa a migliorare la vita dei cittadini.

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