Aversa

La mamma di Luigi Ciaramella: “Salvate le vostre vite e quelle degli altri”

 AVERSA. Ormai per colpa di qualcuno questa vita mi appartiene, dolorosa che sia. Mio figlio, oggi, 31 luglio 2013, compie cinque anni. Sono cinque anni che aspetto.

Mi auguro che quest’anno ci sia una svolta. Lancio questo messaggio, pur doloroso, per far capire che la vita va rispettata. Rispetta il codice della strada salverai la tua vita e quella degli altri. Nessuno potrà mai comprendere quanto la perdita di un figlio possa procurare un dolore così tanto atroce, un dolore che va al di fuori di ogni ragionevole considerazione.

E’ qualcosa d’inimmaginabile, è una realtà senza confronti che sconvolge il ritmo biologico del tuo tempo che ti fa sentire una sconfitta, una perdente, perché “Sopravvivi alla morte di tuo figlio”. Nessun genitore dovrebbe mai conoscere una tale realtà.

E’ un dolore che vivi quotidianamente nascosto tra le pieghe del tuo cuore per non farti sentire una “Diversa” Per non farti sentir dire per l’ ennesima volta “Forza la vita continua”. Si, la vita continua, ma che ne sanno gli altri della tua vita, di quanto ormai la tua vita sia cambiata e nulla sembra più appartenerti. Senti quanto la vita è fuggevole, mutevole, passa un soffio di vento e inaspettatamente travolge la tua esistenza.

Quell’esistenza bloccata, chiusa, finita nell’ istante in cui tuo figlio è andato via. Gli altri non comprenderanno mai cosa si prova quando l’ultima immagine che hai di tuo figlio è un corpo inerme, è un viso dolce plasmato nella cera. Quel corpo che hai cullato, quel viso che hai amato, accarezzato, stretto al tuo seno.

Quel corpo, quel viso vibranti di vitalità sono invece lì che giacciono nell’ immobilità della morte e da lì a poco non li vedrai più. Questa immagine, questo dolore rimarrà solo tuo per gli altri sarà una storia tra le tante che verranno dimenticate. Per te, invece, diventa il tuo peggior incubo, e non hai altre alternative che conviverci. Mentre il tempo scorre via senza più un ordine preciso, senti l’insondabile vuoto della sua assenza, senti il peso della solitudine che non ti abbandona neppure tra mille presenze, perché è sempre la sua presenza che ti manca.

Per quanto tenti di aggrapparti con tutte le tue forze, alla fede che certamente ti aiuta, in quanto ti fa sperare in una nuova vita dove potrai ritrovarlo, qui sulla terra, però, tuo figlio ti manca come l’ aria, e non è certo il tempo a colmare la sua assenza o lenire il tuo dolore. Il tuo rimane un dolore silenzioso che senti in un modo struggente, indefinito, perché nessuna ragione umana può definirlo.

Mentre il tempo avanza e ogni suo ricordo diventa un solco nell’ anima, trepidante attendi che arrivi quel giorno, quando la tua anima finalmente libera dalle catene terrene, si potrà unire con la sua nel gioioso abbraccio dell’ eternità sotto lo sguardo di Dio. Tutto questo mai nessuno potrà comprenderlo e mi auguro che mai nessuno possa provarlo.

Elena Ronzullo

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