Succivo

Un intero quartiere abusivo nel degrado: residenti disperati

 SUCCIVO. Un’intera zona periferica di Succivo, a ridosso dell’autostrada, abbandonata a se stessa. Abitanti che da decenni lottano per avere un minimo di dignità.

Via Cardoni, via Gaetano Costa e via Eduardo De Filippo, strade accomunate, seppur con problematiche diverse, da un unico fattore: la rabbia dei cittadini. Interi quartieri privi di manto stradale, impianti di illuminazione, marciapiedi e senza fogne. Chi abita in quella zona, per far fronte alla problematica, si è adoperato artigianalmente con vaschette che ogni due mesi vengono a ripulire, pagando di tasca propria, centinaia di euro. Ogni anno il manto stradale cercano di “rattopparlo” al meglio a loro spese.

“Sono decenni – racconta un abitante di via Cardoni – che in queste zone vedi un amministratore solo durante il periodo delle elezioni. Fanno promesse che puntualmente non mantengono, eppure paghiamo le tasse come tutti gli altri”. Giovanna, giovane mamma, ci racconta il dramma di sua figlia. La bambina soffre di allergie e davanti alla sua abitazione ci sono alberi e piante lasciati all’incuria totale. Alcuni, a vista, sembrano essere anche pericolosi. Un parco giochi, costruito anni fa, mai aperto e lasciato abbandonato. Zone lasciate nel degrado e prese d’assalto durante la notte da criminali che sversano rifiuti di ogni tipo.

Ma com’è possibile che esistano interi quartieri privi infrastrutture primarie? Alla domanda risponde Gennaro Serra, assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici del Comune. “Purtroppo, per quanto riguarda via Cardoni – dice l’assessore – è uno dei tanti problemi lasciati in eredità dai precedenti amministratori. Quel quartiere, del tutto abusivo, è nato decenni fa. Nel corso degli anni in molti hanno provveduto a condonare, ma chi amministrava in quel periodo non ha usato quei soldi per realizzare tutte quelle infrastrutture di cui sono privi”.

E ora? “Per noi oggi – continua Serra – viste le difficoltà economiche non è facile andare a sopperire ad una grave mancanza fatta in passato. Ci stiamo attivando, ma non è un problema risolvibile in poco tempo”.

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