Sant’Arpino

“Atella per la Vita”, convegno sull’incidenza tumorale

 SANT’ARPINO. Riscoprire il senso di Comunità per fronteggiare insieme la piaga dei tumori da inquinamento ambientale che sempre più fortemente sta segnando gravemente le nostre terre.

Questo in sintesi il messaggio scuotente che è giunto a conclusione del convegno – dibattito «Atella per la vita!» che si è svolto domenica mattina nella sala convegni di Palazzo Ducale “Sanchez de Luna” di Sant’Arpino. All’iniziativa che aveva come priorità assoluta quella di focalizzare l’incidenza dei tumori da inquinamento ambientale nelle nostre realtà, hanno preso parte centinaia di persone tra cui oltre sessanta medici (pediatri, medici di base, medici ospedalieri e specialisti) e tantissimi rappresentanti dell’associazionismo e delle varie istituzioni atellane.

Una vera e propria mobilitazione di gente volenterosa e propositiva che ripaga il notevole lavoro organizzativo degli ideatori del convegno, ovvero la Pro Loco di Sant’Arpino che per la promozione dell’evento si è anche avvalsa della collaborazione della Rete Civica dell’Agro Aversano – Atellano e del circolo Atellano di Legambiente “Geofilos” e del patrocinio del Comune di Sant’Arpino e dell’Asl di Caserta.

Ad introdurre i lavori è stato Giuseppe Dell’Aversana, biologo e presidente onorario della Pro Loco che ha fatto un inquadramento generale del progetto entro cui si colloca l’iniziativa sottolineando che: “la tematica si presenta molto complessa ma non bisogna demordere, ognuno per la propria parte deve dare un contributo per una battaglia che qualificherà l’intero agro atellano se tutti insieme facciamo rete contro il fenomeno”.

Subito dopo è intervenuto l’assessore alla cultura Francesco Brancaccio che ha portato i saluti del sindaco Di Santo e dell’intera amministrazione di Sant’Arpino dichiarando una grande vicinanza all’iniziativa e alle finalità che opportunamente approfondisce mediante una riflessione comune.

Il presidente della Pro Loco Aldo Pezzella ha rimarcato che la trentennale associazione che ha l’onore di guidare si prodiga quotidianamente nel portare avanti non solo un capillare lavoro di recupero della memoria storica e culturale locale ma anche di promozione di iniziative tese a salvaguardare la salute del singolo e dell’intera collettività. “In questa ottica – ha precisato Pezzella – non si può non tenere in considerazione la crescita elevata di casi tumorali,che sta interessando sempre più la nostra area, attorniata da discariche, da sversamenti illegali di rifiuti nocivi, roghi tossici e devastazione del territorio. Il territorio va salvaguardato a trecentosessanta gradi e ogni forma di aggressione che ne alteri l’identità, la storia, la bellezza e la vivibilità e la qualità della vita, va fronteggiata con forza e determinazione coralmente”.

Richieste precise sono arrivate da Antonio Pascale, presidente del circolo atellano di Legambiente: “Vogliamo che i reati ambientali vengano inseriti nel codice penale, pretendiamo le bonifiche dei terreni e l’azzeramento dei traffici illeciti verso la Campania”.

Nel suo appassionato intervento Loredana De Rosa, esponente del comitato ambientale “Contramunnezza”, ha tra l’altro ricordato la totale assenza di centri di smaltimento e compostaggio dei rifiuti, e ha denunciato soprattutto i problemi respiratori di cui soffrono i bambini di queste zone evidenziando che la piaga dei roghi tossici rappresenta un pericoloso fenomeno di inquinamento ambientale che bisogna contrastare e combattere.

Salvatore Di Leva, rappresentante del comitato “DifendAtella”, ha esortato i presenti a denunciare con nome e cognome gli autori degli scempi ambientali: “occorre una coraggiosa mobilitazione. I cittadini devono essere attenti e giudicare dai fatti chi ha compiti di responsabilità pubbliche denunciandoli laddove saranno colpevoli di omissione o complicità”.

Luigi Di Monte, direttore responsabile del distretto Sanitario 18, ha illustrato il notevole sforzo che l’Asl CE sta compiendo per giungere all’istituzione di un registro dei tumori che tenga in considerazione una serie di fattori che spesso sfuggono per la loro complessità nel reperirli. Una rete tra le diverse istituzioni è necessaria per il reperimento di dati certi la cui elaborazione, da parte di soggetti esperti, può sicuramente giovare alla comunità scientifica fortemente impegnata nell’opera di debellamento delle patologie tumorali.

Il senatore Lucio Romano, docente universitario di medicina e chirurgia, capogruppo Commissione Senato Igiene e Sanità, nel suo articolato e interessante intervento ha illustrato dettagliatamente la proposta di cui è autore “Indagine conoscitiva su incidenza tumori, malformazioni feto – neonatali ed epigenetica da inquinamento ambientale” accolta all’unanimità da tutte le forze politiche che siedono in parlamento. “Nelle prossime settimane – ha spiegato il senatore Romano – partiranno le audizioni in commissione, che dovranno portare ad una conclusione di natura scientifica delle indagini. Un’iniziativa di respiro nazionale, in quanto il problema non è solo campano ma ci sono molte altre aree del nostro Paese, colpite dalla stessa problematica”. Il parlamentare ha infine ribadito la sua personale vicinanza al gruppo di lavoro impegnandosi a ritornare sul territorio atellano nel corso dei prossimi mesi per informare sugli sviluppi dell’indagine.

Davvero magistrale l’intervento del professore di filosofia del diritto Giuseppe Limone che con parole illuminanti ha stimolato i presenti a uno spirito di squadra e di compattezza necessario a salvare una comunità dalla distruzione. Lo studioso ha inoltre sottolineato che bisogna cambiare cultura sulla modalità di approccio alla problematica in questione considerando, ad esempio, le bonifiche del territorio un investimento nel futuro e non – così come oggi avviene – una spesa passiva di bilancio. Diversi poi gli interventi di specialisti, amministratori pubblici e medici che si sono succeduti al microfono in uno scambio di dati e confronti con i relatori del convegno. La sala gremita in ogni ordine di posti ha ascoltato fino all’ultimo minuto attenta e partecipe dando così conferma agli organizzatori della necessità di una successiva e più dettagliata iniziativa che consenta di proseguire sulla strada intrapresa di contrasto al degrado ambientale.

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