Santa Maria C. V. - San Tammaro

Tribunale, Di Muro prepara la “marcia su Roma”

 SANTA MARIA CV. “Pronto a consegnare la fascia tricolore qualora il Ministro di Giustizia non volesse ascoltare le nostre istanze relative al Tribunale”.

Un gesto forte, eclatante, quello annunciato dal sindaco Biagio Di Muro al termine della assemblea pubblica, che ha trovato il consenso dei numerosi convenuti nella sala consiliare di Palazzo Lucarelli. Dopo la conferma data dal Ministro Cancellieri dell’imminente nascita ex novo del Tribunale di Napoli Nord con sede ad Aversa, a Santa Maria si è rotto ogni indugio.

Non si attenderà, infatti, il parere giuridico della Corte Costituzionale, che il 2 luglio dovrà pronunciarsi su un eventuale difetto di legittimità per un eccesso di delega del decreto attuativo della norma sul riordino dei Tribunali in nome della spending review, né ci si mostrerà impreparati circa un eventuale riassetto delle sedi distaccate che potrebbe, in futuro, ulteriormente penalizzare la città. Un sit in a Roma, tentativo tanto estremo quanto plateale, verrà organizzato da parte della comunità sammaritana per manifestare direttamente alle massime cariche governative perplessità e incongruenze relative allo smantellamento del Tribunale Penale cittadino.

Bypassando i propri referenti parlamentari: rappresentati politicamente trasversali che, nel consesso civico tenuto poco tempo prima, si erano unanimemente impegnati a scongiurare il ridimensionamento del bicentenario tribunale locale. Evidentemente senza fortuna.

 La decisione è arrivata al termine di una discussione fiume, che ha visto l’attiva partecipazione delle forze politiche di entrambi gli schieramenti comunali, del presidente dell’Ordine del foro sammaritano Alessandro Diana, del consigliere provinciale Antonio Mirra, dei consiglieri regionali Gennaro Oliviero e Edoardo Giordano, del Segretario Generale Provinciale della Cisl Carmine Lettieri e di diversi sindaci della provincia.

L’erronea applicazione del decreto legislativo 155/2012 che ha riconosciuto il tribunale sammaritano alla stregua di una sede sub-provinciale,la necessità confermata dagli inquirenti di riconoscere il “Modello Caserta” come un unicum per i successi conseguiti nella lotta ai clan, ed i problemi tecnici degli operatori di giustizia nel caso di frattura giudiziaria sono le tre problematiche che il consigliere provinciale Stellato ha proposto di portare all’attenzione del Guardasigilli.

Una battaglia “non di campanile ma a tutela della funzione giudiziaria”, ha spiegato il presidente Alessandro Diana che, a guida del suo Ordine, è stato tra i promotori delle iniziative “anti-spacchettamento’ sin dall’estate dello scorso anno. Il capo dell’opposizione consiliare, il penalista Federico Simoncelli, ha invece acceso la discussione parlando delle ricadute economiche dell’ennesimo provvedimento sul benessere di una comunità locale che, al momento, riesce ad esprimere “una forza politica a livello nazionale pari a 0”.

Le critiche mosse all’amministrazione Di Muro a tal proposito hanno diviso l’aula fino all’intervento del consigliere regionale Oliviero che ha ricondotto la questione ad un ambito più ampio. Sia assiste qui in Campania al perseguimento della politica voluta, ma costituzionalmente mai disciplinata,dal governo Monti: la costituzione delle grandi aree metropolitane. “Napoli sta fagocitando risorse e funzioni, basti pensare al riforma di spesa in ambito sanitario che rischia di privare il casertano di un polo ospedaliero. In quest’ottica Aversa si accinge a rientrare nell’area metropolitana napoletana.

Il Tribunale di Santa Maria deve essere quindi salvaguardato come presidio di un territorio, ma per fare questo dobbiamo rimanere uniti”. Appello raccolto unanimemente dal Consiglio comunale, una cui delegazione accompagnerà a breve Di Muro a Roma per ricevere udienza presso il Ministero di Giustizia con l’eventualità, in caso contrario, di una dimissione collettiva. Con loro altre fasce tricolori casertane che vorranno condividerne la protesta e, soprattutto, i sammaritani che in sala si sono detti disponibili in primi persona a dar battaglia per i diritti della propria città.

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