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Camorra, il pentito in aula: “Ecco per chi abbiamo votato”

 MARCIANISE. I fratelli Zagaria di Casapesenna erano pronti a votare Pdl, Pd o Udeur, insomma qualsiasi forza politica, al di là degli schieramenti, se gli affari lo richiedevano.

A rivelarlo è il collaboratore di giustizia Michele Froncillo, ex affiliato al clan Belforte di Marcianise, durante l’udienza del processo a carico dell’ex deputato del Pdl Nicola Cosentino. Michele Zagaria e il fratello Pasquale erano “i manager del clan dei casalesi”, “all’avanguardia”, racconta Froncillo, mentre il clan Belforte di Marcianise era “più rozzo”.

E qui Froncillo chiama in causa i politici di Casal di Principe: “Loro (i fratelli Zagaria, ndr), in un incontro nel 2001, mi dissero che per risolvere i problemi avevano come riferimento i politici NicolaCosentinoe Gennaro Coronella, ma nel 2005 noi di Marcianise votammo Nicola Caputo alle elezioni regionali. Ricordo addirittura un uomo a nostra disposizione, Giuseppe Laudadio, che camminava con la carta di credito di Caputo e i volantini per le elezioni”. Passato dalla parte della giustizia il 9 agosto del 2007, data in cui gli venne notificata un’ordinanza di custodia cautelare mentre si trovava nel carcere di Terni, Froncillo rivela particolari nuovi di conversazioni che avrebbe avuto con l’allora latitante Michele Zagaria, catturato nel 2011. Durante quei colloqui sarebbe spuntato il nome dell’ex coordinatore regionale del Pdl,Cosentino, che, stando alla versione del pentito, si sarebbe attivato per far ottenere il certificato antimafia dalla Prefettura di Caserta a una ditta impegnata nel riqualificare il sistema fognario di Marcianise. Un appalto da circa 15 milioni di euro. E avrebbe agito anche per far spostare Giuseppe Russo, alias “’O Padrino”, nel carcere di San Gimignano, istituto di pena meno duro di altri. “Ci trovavamo a casa di tale Golia e di Saverio Fontana, dove mi ero recato per poi incontrarmi in covo dopo quattro ore di attesa”, precisa Froncillo.

Poi il pentito descrive l’appoggio elettorale che lacamorradel casertano forniva a esponenti di centrodestra, ma anche a quelli di centrosinistra. “Al clan non interessava la casacca, – spiega Froncillo – per loro era importante ottenere poi gli appalti e i subappalti pubblici, a Roma come nei comuni di riferimento. I politici servivano anche come riferimento cui rivolgersi per scontare la pena in un carcere meno duro o per ricevere i finanziamenti della legge 488, come è successo a Orta di Atella con l’imprenditore Raffaele Giuliani che aveva una fabbrica di scarpe. Fu Giuliani a dirmi che aveva ottenuto la 488 grazie a Cosentino, quando veniva a trovarmi con la sua Mercedes C 220, io a Giuliani gli davo anche la cocaina”.

Sull’appoggio elettorale a politici precisa: “Fu Antonio Iovine, ‘O Ninno, da latitante, a ordinare ai suoi uomini di votare per Caputo (poi consigliere regionale Pd) nel 2005. Noi, invece, a Marcianise, abbiamo sostenuto nel 2001 l’elezione del sindaco Filippo Fecondo. A Fecondo lo abbiamo fatto vincere noi. E anche Nicola Ferraro (ex consigliere regionale Udeur, ndr.)”. Fecondo, architetto ed ex sindaco di Marcianise, è stato il candidato del Pd nell’ultima tornata elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Marcianise.

I difensori di Cosentino, in sede di controesame di Froncillo, hanno chiesto e ottenuto l’acquisizione da parte dei giudici di una memoria in cui il pm di Napoli, Alfonso D’Avino, ha spiegato come in un processo per omicidio, Froncillo abbia “mentito più volte”. “Produco, inoltre, la sentenza di Appello dello stesso processo in cui Froncillo è stato definito inattendibile – aggiunge l’avvocato Agostino De Caro – perché ha cercato di escludere o ridurre la sua responsabilità”. L’altro difensore, Stefano Montone, ha inoltre fatto rilevare che il pentito, detenuto ai domiciliari, lo scorso gennaio ha querelato l’ex onorevole per una frase riportata una intervista in cui il politico definiva “schifosi i camorristi” i suoi accusatori. “L’ho querelato perché lui si riferiva ai pentiti”, ribadisce Froncillo.

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