Carinaro

Pd, Biagio Masi critica associazioni giovanili: “Nulla di politico e culturale”

 CARINARO. L’avvicinarsi dell’elezioni amministrative, l’aria di rinnovamento che si respira in Italia negli ultimi tempi e che non va interpretata solo come ricambio generazionale della classe politica, hanno portato a Carinaro alla nascita di due associazioni dalle finalità politiche culturali.

Una prima, nata qualche mese fa, “Ethos”, e una seconda, “Giovani per Carinaro”. Anche se appare prematuro dare un giudizio sulle finalità che si sono prefissate, da una prima valutazione emerge una cosa certa, che questi due piccoli sodalizi, al momento, hanno poco di culturale ma certamente hanno obiettivi politici.

Il primo obiettivo è quello di abbattere i partiti tradizionali e, in particolare, il Partito Democratico, l’unico che ha una sua visibilità sul territorio e che regge con l’ampio consenso degli elettori le sorti del paese; il secondo è quello di sostituire, non importa se con giovani inesperti e non sempre motivati, una classe dirigente ben collaudata che ha fatto la storia del nostro paese.

Ciò premesso, e pur apprezzando le iniziative di questi giovani che, con le loro azioni, tendono a mantenere vivo il dibattito politico, ritengo che sarebbe più giusto e meno sconvolgente che questo rinnovamento avvenisse in modo naturale all’interno dei partiti stessi.

Sembra invece che i due soggetti abbiano scelto la strada dell’ipocrisia, quella della mimetizzazione sotto raggruppamenti civici sostenendo “al fine del bene per il paese, di aver accantonato la contrapposizione delle due ideologie di fascismo comunismo)”, vagheggiando cambiamenti che risentono dell’utopia di Grillo.

Hanno poco senso le giustificazioni addotte da ambo le parti, e cioè che la nascita delle due associazioni siano la conseguenza del fatto che i giovani non hanno trovato sufficienti spazi nel partito per la presenza dei ‘soliti noti’.

La verità, invece, è che la maggior parte di essi non ha mai messo piede nella sezione. Solo qualcuno si è appena affacciato e quando il partito, al fine di coinvolgere i giovani, lo ha premiato senza meriti e senza consensi a segretario giovanile si è dileguato, senza confrontarsi con gli organi del partito, dimostrando così un forte senso di immaturità nonostante la sua non più tenera età.

Personalmente, ritengo che la verità sia un ‘altra. A Carinaro una parte dei giovani memori del centralismo democratico di vecchia memoria o dell’autoritarismo di destra o, infine, affascinati dall’egocentrismo di Grillo che con le ultime elezioni ha avuto una sonora batosta, non hanno né la forza né la voglia di confrontarsi. La democrazia, invece, è una cosa diversa: è maggioranza e minoranza; non è spietata lotta generazionale, è confronto dialettico, partecipazione, è un sistema politico dove tutti hanno la stessa dignità e tutti contribuiscono con le campagne elettorali alla vittoria filiale, giovani maturi e meno maturi.

Vorrei ricordare ai giovani di queste associazioni che il 70% degli elettori ha un’età superiore ai 40 anni. I partiti, quelli che i giovani dei due sodalizi vorrebbero eliminare sostituendoli con associazioni pseudoculturali o raggruppamenti civici, rappresentano ‘il sale’ delle democrazia. Sappiamo che fine fece l’Italia quando Mussolini eliminò i partiti senza dimenticare i guasti prodotti dallo statalismo sovietico per la mancanza di un dibattito democratico. Essi hanno contribuito all’affermazione delle democrazie occidentali, migliorando le condizioni di vita di milioni di persone. La Germania, liberata dal nazismo che aveva ridotto la nazione in macerie, attraverso il ruolo svolto dai partiti cristiano-democratici e socialdemocratici, è diventata oggi punto di riferimento per tutta l’Europa. Ad essa guardiamo con interesse anche noi italiani, per risolvere la nostra crisi che ancora attanaglia il Paese.

E’ chiaro che i partiti vanno rinnovati, ripuliti, ma non eliminati. Il Partito Democratico, in particolare, è aperto ai giovani e al rinnovamento. I vecchi dirigenti, per chi conosce la storia politica di Carinaro, più volte hanno fatto un passo indietro, favorendo candidati a sindaco giovani o meno giovani. Spesso i giovani hanno trovato spazio tra le liste democristiane, di sinistra e di centrosinistra. Non è un caso se l’attuale presidente del Consiglio comunale è un giovane. Spesso, per motivi vari, nonché di studio o di lavoro, molti giovani invitati hanno rifiutato, altri, una volta candidati, invece, non sono stati premiati dagli elettori proprio perché hanno creato, come stanno facendo oggi i giovani, una frattura con le generazioni più mature.

Sterile appare il tentativo di questi giovani nel raccordarsi al paese con la diffusione in questi ultimi giorni di un volantino a sostegno dei lavoratori della Indesit che rischiano di essere licenziati, mettendo quasi in dubbio l’Impegno dall’amministrazione su questo versante.

I Giovani per Carinaro non sanno nulla circa l’attività frenetica che l’amministrazione ha messo in atto a difesa dei lavoratori che rischiano di perdere il posto. L’amministrazione,sindaco in testa, è diventata, come del resto spesso su altre tematiche che assillano le nostre comunità, un punto di riferimento per tutte le amministrazioni per la soluzione del problema dell’occupazione. Non si contano i contati politici, i dibattiti, gli interventi pubblici, le riunioni, i consigli comunali di questi giorni nel tentativo di risolvere quest’annoso problema.

Tutte le amministrazioni che si sono succedete negli ultimi 40 anni sono state nei momenti di difficoltà a fianco dei lavoratori, senza dimenticare che l’attuale sindaco molti anni fa, fu l’artefice principale dell’insediamento del gruppo Merloni sul nostro territorio.

Solo per avere visibilità, infine, sempre i ‘Giovani per Carinaro’ hanno messo in atto un sondaggio con la richiesta di dare un voto, tra l’altro, sull’operato dell’amministrazione. I risultati non fanno testo per il numero modesto di partecipanti e per le risposte per gran parte manipolate. Il paese sa che il responso negativo non corrisponde a verità.

Il nostro è un paese che si segnala, tra gli altri, per operatività e buona amministrazione grazie ad uomini che militano nei partiti e, in particolare, nel Partito Democratico che in questi ultimi giorni ha avuto uno strepitoso successo nelle elezioni amministrative perché radicato nel territorio. Altro che la rete di Grillo. Le liste civiche espressione di associazioni pseudo politico-culturali non hanno nulla di politico e niente di culturale, e dal momento che non propongono alternative ai partiti sono state sonoramente sconfitte dagli italiani. Lo è stato lo stesso Grillo che non ha niente di politico, essendo esclusivamente un goffo uomo di spettacolo. E’ ancora il trionfo dei partiti.

Il segretario cittadino del Pd Carinaro, professor Biagio Masi

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