Campania

Napoli, denuncia racket e resta sola: coppia minaccia il suicidio

 NAPOLI. Si è conclusa la protesta dei signori Cilento, la coppia di imprenditori vittime dell’usura che per tutta la mattina di mercoledì si sono incatenati minacciando di darsi fuoco con una latta di benzina dinanzi al tribunale di Napoli.

La coppia, che ha dilapidato un patrimonio di circa 25 milioni di euro in pochi anni, dopo essere entrata in un giro di usurai, tutti colletti bianchi presentati da un amico, ha ricevuto una serie di rassicurazioni dal giudice che si occupa del caso.

”Ciè stata garantita – dice il signor Pasquale – una sospensione dei procedimenti civili che pendono su di noi e un incontro venerdì con la Guardia di Finanza per fare il punto sulle indagini che riguardano le persone che abbiamo denunciato e sull’inchiesta in cui siamo parte offesa. Per quanto concerne mia moglie, inoltre, ci è stato detto che il fondo anti usura cui hanno diritto le vittime degli strozzini per ripartire con l’impresa è stato sbloccato. E stanno valutando se anch’io ho diritto. Tutte motivazioni che ci hanno indotto a sospendere la protesta”.

La storia dei coniugi Cilento ha dell’incredibile: tutto è nato con la richiesta di un prestito da 500 mila euro per la ristrutturazione di un albergo a Castello di Cisterna. ”Volevamo fare un mutuo, un amico ci convinse che facevamo prima a prenderli da lui”.

Da allora di assegno in assegno, tutti postdatati, gli imprenditori partenopei hanno perso la bellezza di 45 appartamenti, una farmacia al Rione Amicizia, a Napoli, un’azienda vinicola e la struttura alberghiera Quadrifoglio di Castello di Cisterna. Un altro albergo a Vitulazio (Caserta) e la casa in cui vivono a via Carlo de Marco sono oggetto della sospensiva che viene applicata sui beni non ancora venduti. Un precipizio aggravato anche dalla prematura morte del figlio 27 enne per tumore.

”Abbiamo perso tutto, posti di lavoro, case. Oggi viviamo con il sussidio di disoccupazione di mia figlia. Fino a quando – racconta Pasquale Cilento – un giorno ho deciso di liberarmi dalla droga degli assegni. Ed e’ stato come se mi fossi svegliato”.

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