Aversa

Villano: “Amministrazione in stato comatoso”

 AVERSA. “Non avevamo perso la speranza, e la nostra fiducia è stata premiata”. A parlare, dopo che in consiglio, a distanza di un anno dalla data prevista, sono state presentate le linee programmatiche, il consigliere comunale del Pd Marco Villano, …

… che continua: “Abbiamo letto attentamente le linee programmatiche. E l’abbiamo fatto con mente sgombra da pregiudizi. Sagliocco è il sindaco di tutti gli Aversani ed è nostra speranza che possa comunque assicurare il buon governo della città. Noi dobbiamo essergli di sprone a fare il meglio possibile. E, quindi, vogliamo credergli sempre, almeno finché ce lo rende possibile. E così, nella lettura della prima parte del documento ci siamo compiaciuti non poco dei suoi propositi: Riconquistare gli spazi di credibilità che le istituzioni oggi hanno smarrito; nientemeno che far riesplodere la speranza anche attraverso un continuo confronto democratico con la città; Fare di Aversa il catalizzatore dell’intero Agro Aversano; Ricostruire anche la credibilità della nostra Terra”.

Per Villano, tutti obiettivi condivisibili, ma il problema e il come conseguirli.“E’ in realtà – continua il consigliere democratico – il metodo che ci impressiona e che suscita il nostro disappunto. Il sindaco, presentando linee programmatiche come queste, si è tenuto le mani totalmente libere, senza prendere alcun vero impegno con i cittadini. Non sa ancora o non vuole dire?”.

Subito dopo Villano passa ai singoli argomenti: “Sagliocco promette, relativamente all’urbanistica, uno ‘strumento condiviso’ ispirato a un’idea di ‘urbanistica partecipata, in cui i cittadini possano proporre suggerimenti, idee, osservazioni’, apprezziamo la precisazione, anche se, è la stessa procedura di legge di adozione, e successiva approvazione degli strumenti urbanistici, che prevede le osservazioni delle parti interessate. Va bene il rispetto per la partecipazione popolare….. ma uno straccio di ipotesi, magari ancora grezza, non si è sentito il sindaco in dovere di esplicitarlo, anche e proprio per avviare una comune riflessione e un dibattito? Non è un po’ poco dire a proposito delle aree dell’ex Maddalena e dell’ex Texas che “c’è l’impegno a restituirle alla vivibilità cittadina puntando al loro miglior utilizzo in termini di servizi alla cittadinanza, nel rispetto del preminente interesse pubblico e dei diritti di ciascuno”.

Chi sarebbe il ciascuno? E non le sembra di proporci la sagra delle ovvietà? E che ne sarà dell’aria Pip? E nulla sull’Opg? Certo è un’area non ancora disponibile, ma è evidente che il percorso della chiusura è ormai tracciato e bisogna evitare, proprio con idee pronte, forti e condivise che a Roma si ponga in essere qualche progetto ‘altro’, non utile o addirittura dannoso per Aversa. Noi tutti sappiamo che il muro di cinta dell’Opg ha spezzato in due la città, contribuendo moltissimo al degrado progressivo del centro storico. Quel muro deve cadere e cadendosi potrà formare una continuità con la vitale area verde del Parco Pozzi. Quel giorno nascerà la nuova Aversa, mentre il 2022 si avvicina. Come sfuggire a questa suggestione? Non vorremmo che si ripresentasse oggi l’incubo che lei ha più volte denunciato in passato, quando non era al governo della città: che salotti, studi professionali e sedi impronunciabili si sostituissero alla sala del Consiglio”.

Altro tema sul quale Villano si dice molto preoccupato è quello delle politiche ambientali e del controllo del territorio. “Il coordinamento delle polizie Municipali dovrebbe dare un contributo significativo a un’idea di controllo integrato del territorio. Ma noi chiediamo: è in possesso di concreti riscontri dell’azione svolta? Per esempio, a fronte di un’attività di sversamenti e di roghi che continua con regolarità, quanti verbali sono stati elevati? L’unica cosa certa, ad oggi, è che sarà difficile, al termine di quest’anno potergli rimproverare qualcosa, visto che non ha indicato obiettivi ma piuttosto enunciato dei criteri ispiratori”.

Passando alle opere pubbliche, Villano è lapidario: “C’è una verità sotto gli occhi di tutti: zero cantieri aperti in un anno di amministrazione Sagliocco. Una buona amministrazione si definisce tale rispetto alla quantità e alla qualità dei soldi spesi, ed ovviamente alla capacità di recuperare e riscuotere i fondi derivanti da entrate proprie e non. Naturalmente anche su questo, l’amministrazione Sagliocco si contraddistingue per non essere una buona amministrazione, perché non è riuscita o meglio non ha saputo spendere i 7 milioni di avanzo che comunque rispettavano a pieno il patto di stabilità”.

Villano si aggiunge, poi, a chi ha dato vita ad una polemica sulla mancata adozione del Peg, obbligatorio per legge (art. 169 del Tuel). “La mancata definizione del Peg – afferma il consigliere – ha due significati molto importanti, il primo amministrativo, il secondo politico. In primo luogo, il sindaco, senza i Peg, ha potuto svuotare di peso amministrativo i suoi assessori e i dirigenti. Naturalmente tutto ciò evidenzia la scarsa fiducia politica che Sagliocco ripone nei suoi alleati e l’incapacità di delega. Insomma, il Sindaco Podestà”.

Conclusioni? “Il quadro che emerge da questo primo anno di gestione Sagliocco è pessimo. L’amministrazione è in uno stato comatoso, incapace di amministrare e senza alcuna idea di governo innovativo della città”.

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