Aversa

Tenda evangelica, Capasso replica a Morra: “A volte ritornano…”

 AVERSA. Il capogruppo di “Noi Aversani”, Rosario Capasso, dopo le dichiarazioni dell’ex assessore Gennaro Morra, che ha accusato maggioranza e opposizione di fare “siparietti” sulla vicenda della tendostruttura degli evangelisti, si ispira ad un celebre romanzo di Stephen King.

“Vero è che ormai non ci possiamo meravigliare di niente. Ed è anche vero che ‘A volte ritornano’. Ritornano, come fantasmi, con apparizioni mediatiche visto che non sono riusciti a farsi portatori di interessi di politica attiva (in quanto sonoramente bocciati), oggi si pregiano di dare lezioni di come fare e quando fare. Non mi riferisco solo all’amico Morra, visto che da qualche giorno i ‘delusi’ delle elezioni amministrative scorrazzano sui quotidiani locali dispensando consigli gratuiti a destra e a manca”, afferma Capasso.

“Come dice Morra – continua il capogruppo – è vero che io nel 2009 ero in amministrazione, ma all’opposizione, dopo aver lasciato un assessore di riferimento nella maggioranza. Quindi, anche volendo, avrei potuto determinare ben poco, visto che la scadenza più prossima alla convenzione con la chiesa cristiana evangelica era al 2011. A differenza di Morra che, come lui stesso dice, negli anni scorsi è stato assessore di punta dell’amministrazione Ciaramella (e quindi avrebbe potuto fare anziché dire). E, visto che tiene queste doti di veggente, mi chiedo come mai non si sia attivato per chiedere la risoluzione contrattuale alla scadenza naturale della convenzione? Inoltre, alla sua uscita dalla vita politica attiva della città (elezioni amministrative 2007), i suoi colori politici di riferimento, importanti e determinanti in seno alla Giunta e al Consiglio Comunale, come mai non si sono attivati su sollecitazione dell’ex assessore per porre in essere tutti gli atti utili e necessari per addivenire alla soluzione del problema?”.

“Per tranquillizzare Morra, – sottolinea l’esponente di Noi Aversani – l’istituto dell’usucapione ex articolo 1158 e seguenti del Consiglio non è applicabile nei confronti di un suolo pubblico. Ciò posto, non vorrei pensare che quando si può non si fa e quando non si può si consiglia”.

“In ultimo, e non per questo meno importante, – conclude Capasso – chi è intervenuto sulla vicenda della chiesa evangelica uno spazio nel civico consesso lo tiene perché è stato eletto dal popolo (che dalle mie parti è ancora sovrano) e non cerca nella comunicazione mediatica l’unica forma possibile di visibilità. Ai posteri l’ardua sentenza”.

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