Aversa

Sagliocco e la “campagna acquisti” estiva

 AVERSA. Non so se lo farà mai, ma certamente avrà pensato di farlo tante volte: il sindaco Peppe Sagliocco potrebbe dare vita, se solo volesse, ad una maggioranza che lo supporti,mettendo da parte il gruppo del Popolo della Libertà.

Insomma, quello che molti imputavano a Mimmo Ciaramella, che diede vita ad una vera e propria campagna acquisti di consiglieri comunali, in un Consiglio comunale che fece registrare il più alto numero di transfughi, potrebbe avvenire con Sagliocco, che la sua campagna acquisti l’ha fatta sia prima che dopo le elezioni.

Prima si è assicurato lo zoccolo duro dei cinque consiglieri di Noi Aversani, in realtà una sorta di pretoriani del sindaco. Ci sono, poi, almeno tre Udc su quattro (e siamo ad otto). Favorevoli anche i due autonomisti e il socialista di destra (e siamo a undici). A questi potrebbero facilmente aggiungersi Salvino Cella (pronto ad abbandonare l’aula quando si è votato il consuntivo e a dichiararsi e a dichiararsi “fiducioso” in relazione alle linee programmatiche presentate da Sagliocco che somigliano più ad un modesto tema di un mediocre liceale) e il suo sodale Salvatore Candida per il quale sono in molti ad essere intenzionati a rivolgersi alla famosa trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” (e siamo a 13, ossia abbondantemente dentro).

Sagliocco, però, può contare anche su tre consiglieri Pdl che, in realtà, nel loro dna, Pdl non sono affatto: Stefano di Grazia (proveniente dalla lista Progetto Democratico per Aversa Lista Stabile dalla quale, nella scorsa consiliatura, passò al Gruppo di Nicola De Chiara e, quindi, al Pdl); Gabriele Costanzo, imprenditore prestato alla politica (non si è mai capito se per necessità o per passione), candidato addirittura, improbabilmente, a sindaco in alternativa a Sagliocco e passato al primo stormire di foglie al Pdl; Salvatore Della Vecchia, non catalogato politicamente.

Ad affermare la loro vicinanza al sindaco uno di loro: Di Grazia che mi ha telefonato apposta per ribadirlo. Gli stessi tre e solo loro, guarda caso, non erano presenti nemmeno alla presentazione del nuovo direttivo cittadino del Pdl. Gli stessi tre, ancora, sono favorevoli a nominare la piazza a re Franceschiello, così come chiesto dal “socialista” (i socialisti veri, quelli di sinistra si faranno prendere dalle convulsioni e se morti si rivolteranno nella tomba) Raffaele Marino, mentre la restante parte del Pdl si è detta categoricamente contro. Questi stessi tre hanno in animo di fare la festa all’assessore Massimo Pizzi chiedendo un loro rappresentante in giunta al posto dell’architetto, in quota ex An che da tempo non va in giunta. Un particolare questo del quale, quando ho chiesto al sindaco le motivazioni, mi ha candidamente risposto, in presenza di testimoni, tra il serio e il faceto “Perché l’assessore lo faccio io”.

Insomma, Sagliocco ha tutto pronto per ribadire di essere oggi il padrone della città. A fermarlo solo la possibilità di poter entrare in consiglio regionale, dove continua ad essere il primo dei non eletti nel Pdl, e la sua vicinanza al governatore della Regione Campania Stefano Caldoro, rapporto che coltiva anche per il tramite dell’assessore comunale dei socialisti Ninì Migliaccio, una sorta di tutor del sindaco che podestà rischi di diventare davvero!

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