Aversa

Ospedale, polemica pargheggio: è “tregua armata”

 AVERSA. Parcheggio negato ai dipendenti del “Moscati”: è tregua armata. Martedì mattina, infatti, non ci sono state le proteste preannunziate e si è continuato a parcheggiare all’interno del perimetro del nosocomio aversano, in vista di un incontro che la direzione della struttura terrà con i dirigenti dei vari reparti.

La soluzione sembrerebbe essere quella di localizzare un’altra area dove consentire agli addetti al Moscati di parcheggiare le proprie vetture. Ma, intanto, sono in molti ad indicare come già ufficiale e agli atti dell’Asl, una convenzione con un parcheggio confinante che garantirebbe il parcheggio ad un costo contenuto di trenta euro mensili. Una concomitanza che alcuni indicano come alquanto strana.

La motivazione del divieto di parcheggio sarebbe la mancanza dei prescritti permessi da parte dei vigili del fuoco. In particolare, l’attuale area utilizzata come parcheggio per le vetture dei dipendenti sarebbe destinata, nei piani antincendio, ad area di riunione in caso di incendio o di catastrofe naturali tipo terremoti, per cui dovrebbe essere sempre sgombra da autovetture per consentire sia l’afflusso delle persone che l’arrivo di eventuali mezzi di soccorso.

Una situazione, questa della mancanza di parcheggio per dipendenti (pare che il Moscati sia l’unico ospedale in provincia ad avere questo ennesimo handicap), che potrebbe portare molti addetti ai lavori a forme di protesta eclatanti. Insomma, piove sul bagnato. Il Moscati, infatti, ha già il grande problema della carenza di medici presso il pronto soccorso.

Sempre più spesso, in questi ultimi tempi, si stanno verificando situazioni di sanitari che svolgono turni anche oltre le 12 o 18 ore perché non ci sono i colleghi a dare loro il cambio. Il tutto in attesa che la Regione Campania sblocchi le assunzioni a tempo determinato per 29 medici per tutta la provincia di Caserta. Inoltre, ancora per il Moscati, è sempre vivo il dibattito sulla questione sicurezza e la riapertura, dopo anni di chiusura per carenza di personale da parte del locale commissariato, del drappello di polizia che assicurava un minimo di tutela agli operatori sanitari oggi in balìa di chiunque.

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