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Attentato Brindisi, chiesto ergastolo per Vantaggiato

 BRINDISI. Il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, ha chiesto l’ergastolo per Giovanni Vantaggiato, unico imputato per la strage davanti alla scuola Morvillo Falcone dove, il 19 maggio dello scorso anno, è morta Melissa Bassi.

Motta ha chiesto alla Corte di riconoscere la responsabilità di Vantaggiato per tutti i reati contestati, l’isolamento diurno per tre anni e la confisca di tutti i beni già sotto sequestrati. In aula anche i genitori di melissa e le cinque compagne rimaste gravemente ferite.

Oggi in aula le requisitorie del pm della Procura distrettuale antimafia di Lecce Guglielmo Cataldi e del procuratore capo Cataldo Motta.Il magistrato ha sottolineato che “Vantaggiato ha realizzato il suo sogno. Ha pigiato, poi è stato lì a godersi lo spettacolo. Se ne va quando è sicuro che l’evento delittuoso è stato compiuto. Esce tranquillo. Voleva essere sicuro di aver completato l’operazione”.

“Vantaggiato era lucido” ha detto ancora il pm. “Al di là di ogni ragionevole dubbio è stato capace di partecipare al processo”. Il pm ha respinto la tesi che l’imprenditore avesse problemi economici. “Non esistono – ha detto – Non si facciano speculazioni. Non si piange miseria con 400 mila euro di azioni depositate, con una barca da un miliardo (di lire, ndr); noi la stiamo vendendo, abbiamo offerte per 270mila euro. Il fatto che avesse un mutuo, fa capire che stava bene, perché le banche non fanno mutui ai poveri disgraziati”.

Cataldi ha sottolineato che l’uomo fece ben cinque prove prima dell’attentato del 19 maggio perché nella sua campagna di Copertino “sono state trovate cinque calotte”, ha detto. Il pm ha poi riferito la domanda che venne fatta a Vantaggiato subito dopo il suo fermo il 6 giugno del 2012 sul motivo per il quale non avesse fatto esplodere la bomba di notte, ad esempio quando trasportò le bombole.

Lui rispose agli inquirenti, ha detto il pm, con una domanda: “A cosa sarebbe servito?”. Guglielmo Cataldi ha anche parlato della moglie di Vantaggiato. “La moglie di Vantaggiato non l’abbiamo mai indagata. Possiamo fare diversi discorsi sulla donna, ma io sono un pubblico ministero e devo esercitare l’azione penale solo quando ci sono elementi per ottenere la condanna. Che la moglie fosse a conoscenza di tutta la vita di Vantaggiato, ne sono certo”.

Ha detto il pm Cataldi nella requisitoria in corso al processo per l’attentato di Brindisi dinanzi alla scuola Morvillo Falcone.

“La moglie, dalle immagini del chiosco – ha proseguito il pm – non avrebbe forse riconosciuto il marito, ma avrebbe riconosciuto i vestiti. La moglie lo ha riconosciuto, ma io il favoreggiamento non glielo posso contestare e per il concorso non ho le prove. Non escludo che abbia potuto esprimere la decisione di compiere la strage anche alla moglie. Non posso fare le mie requisitorie sulle mie impressioni”.

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