Gricignano

Nigeriana trovata morta: nel filmato un uomo misterioso

 GRICIGNANO. Sarà l’esame autoptico, in programma per giovedì mattina all’istituto di medicina legale di Caserta, a fare luce sul mistero della morte della prostituta nigeriana ventisettenne, il cui cadavere è stato rinvenuto nella prima mattinata di martedì scorso dal titolare della fabbrica di biciclette Morris, …

… in un campo di fronte all’opificio, situato nell’area industriale tra Carinaro, Gricignano e Teverola, in territorio del comune di Carinaro. Il corpo, come constatato anche dai due medici legali giunti sul posto, non presenta tracce evidenti di violenza, né, tanto meno, ferite da armi da taglio o da fuoco, con l’eccezione di bava alla bocca, una circostanza compatibile sia con l’ipotesi di morte derivante da una causa naturale che con quella di un omicidio, forse per soffocamento.

A svelare il mistero del rinvenimento del cadavere della giovane prostituta nigeriana potrebbe essere l’uomo misterioso ripreso da una telecamera di sicurezza di una delle fabbriche della zona Asi, che ricomprende parti di territorio dei comuni di Carinaro, Gricignano di Aversa e Teverola.

Il filmato, già sequestrato dai carabinieri, mostrerebbe la giovane extracomunitaria mentre, a piedi, si sta recando nei pressi del campo in cui, successivamente, nella prima mattinata di martedì, intorno alle 8, è stato rinvenuto il cadavere.

Gli uomini del colonnello Gianluca Vitagliano e del capitano Giuseppe Fedele stanno lavorando per dare un volto più nitido e un nome a quella sagoma. Potrebbe, infatti, quasi certamente, trattarsi dell’ultima persona che ha visto viva la giovane e aiutare a fare luce sulla sua morte. Gli stessi carabinieri del reparto territoriale di Aversa che conducono le indagini, in attesa di quelli che saranno i risultati dell’autopsia, hanno scelto di trattare il caso ipotizzando che si tratti di omicidio, per cui hanno fatto intervenire i tecnici dal gruppo carabinieri Caserta per repertare la scena del delitto. Inoltre, hanno acquisito, dopo il primo, diversi altri filmati di telecamere di videosorveglianza installate presso gli stabilimenti della zona, dove si vede la giovane nigeriana allontanarsi diverse volte, sia a piedi che in auto con alcuni clienti che si sta cercando di identificare.

Proprio grazie a questi filmati, sono state identificate ed ascoltate alcune colleghe della ragazza presenti in zona nella notte tra lunedì e martedì, ma le loro dichiarazioni non sono state d’aiuto per gli investigatori, se non per confermare che la vittima si prostituiva da qualche mese in zona. Nelle prossime ore saranno ascoltati anche alcuni familiari. Era stato proprio il fratello della donna, infatti, a recarsi, nella stessa mattinata di martedì, sul luogo del rinvenimento del cadavere per consegnare ai carabinieri presenti sul posto il permesso di soggiorno della ragazza per consentirne l’identificazione.

La 26enne era in Italia dal 2009 con il permesso di soggiorno rinnovato regolarmente ogni anno. La circostanza è stata accertata dai militari, grazie non tanto al documento fornito dal fratello, ma grazie alle impronte della vittima attraverso le quali sono riusciti a tracciare un percorso della sua presenza in Italia con le varie identificazioni (durante le quali forniva sempre nomi diversi) effettuate dalle forze dell’ordine nella riviera romagnola e a Ravenna in particolare, nelle Marche e in Friuli Venezia Giulia sino a giungere in provincia di Caserta.

Sul posto gli investigatori hanno riscontrato evidenti segni di trascinamento del corpo della ragazza, che mostrava un fisico robusto da far ipotizzare una certa resistenza nel caso in cui fosse stata aggredita. Nei pressi anche un coltello da cucina pulito, gli orecchini e le scarpe. Il pantacollant, invece, era stato lanciato su una siepe poco lontana, mentre la giovane indossava ancora la maglietta, alzata tra il seno e il collo.

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