Gricignano

Appalti e camorra, si dimette il Consiglio Comunale di Battipaglia

DiaGRICIGNANO. L’operazione “Alma”, sul presunto intreccio tra politica e camorra, fa terminare in anticipo il mandato dell’amministrazione comunale di Battipaglia.

Ad una settimana dall’arresto del sindaco Giovanni Santomauro, di due tecnici comunali e due imprenditori casertani, tra cui Attilio Guida, di Gricignano, il Consiglio comunale della città salernitana ha deciso di rassegnare le dimissioni. A firmare 20 consiglieri su 30: si tratta di 10 esponenti dell’opposizione (Pdl) e di 9 della maggioranza (Pd, Udc). “Un atto dovuto nei confronti della città”, hanno motivato i consiglieri dimissionari.

Intanto, lunedì gli agenti della Dia di Salerno e di Bari hanno arrestato e sottoposto ai domiciliari l’ingegner Giovanni Argento, anch’egli coinvolto nell’operazione “Alma” che lo scorso 8 maggio ha portato all’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta su appalti e camorra a Battipaglia. L’ingegnere, funzionario del comune di Battipaglia, si trovava in crociera nel Mediterraneo, a bordo della Msc “Fantasia”. Sbarcato al porto di Bari è stato prelevato dagli agenti e condotto al suo domicilio.

Oltre ad Argento, sono indagatiil sindaco Santomauro,l’architetto Francesco Mainolfi (entrambi ai domiciliari) e due imprenditori casertani, Nicola Madonna, di Casal di Principe, e Attilio Guida, di Gricignano (finiti in carcere). Quest’ultimo gestisce, proprio a Gricignano, in Ati (associazione temporanea di imprese), la gestione della pubblica illuminazione. L’architetto Mainolfi, di Rotondi (Avellino), è consigliere comunale di opposizione uscente ed è candidato consigliere nella lista ‘Rinascere. Insieme per Rotondi’.

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Nel mirino il completamento della casa comunale di Battipaglia (opereediliedimpianti tecnologici) e la messa in sicurezza di un incrocio. Opere per oltre 5 milioni di euro che, secondo gli inquirenti, i due imprenditori si sarebbero aggiudicati irregolarmente, favorendo il clan camorristico dei casalesi.Corruzione aggravata, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, concussione ed intestazione fittizia di beni, sono le accuse contestate a vario titolo.

Le indagini, coordinate dal procuratore capo della Dda di Salerno, Franco Roberti, riguardano il periodo tra il 2009 e il 2011. In primis, l’accaparramento della pubblica commessa, grazie ad un’offerta presentata con il ribasso d’asta di oltre il 34% rispetto al prezzo di gara, da una società edile che di lì a poco sarebbe fallita ed il successivo subentro nell’appalto, attraverso subappalti non autorizzati e una cessione di ramo d’azienda, di due società diverse (società Mediasud scarl e Guida Impianti srl). Società controllate, secondo gli investigatori, dal clan dei casalesi attraverso la famiglia Madonna.

Afronte dell’ottenimento pilotato dei lavori, il sindaco di Battipaglia avrebbe chiesto e ottenuto dall’imprenditore di Casal di Principe l’assunzione di alcuni operai sui cantieri, paventando anche di non autorizzare i pagamenti delle commesse fino ad allora eseguite. Tutto ciò sarebbe avvenuto con il contributo dei due tecnici finiti sotto inchiesta,cheavrebbero chiesto e ottenuto dagli imprenditori tangenti per sbloccare i pagamenti e condizionare ulteriori procedure di gara.

La società riconducibile a Madonna, del valore di un milione di euro, è stata sequestrata. All’operazione hanno preso parte 80 agenti della Dia, coadiuvati dai carabinieri, che hanno effettuato perquisizioni domiciliari a Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Bologna, Macerata e Firenze.

Tra l’altro, agli atti dell’indagine, supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, alcuni episodi di concussione sessuale che sarebbero stati posti in essere dal sindaco a danno di due cittadine battipagliesi, entrambe separate, con figli e in difficoltà economica, indotte a sottostare alle sue concupiscenze sessuali, in cambio di un interessamento a trovare loro un lavoro o garantire loro contributi comunali.

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