Esteri

Pakistan, elezioni nel sangue: 23 morti

 ISLAMABAD. Aperte tra le violenze le urne in Pakistan:almeno 23 persone sono morte al momento in violenze avvenute in varie località nella giornata in cui nel Paese si svolgono le elezioni generali.

Lo hanno riferito i media ad Islamabad. La potenza demografica e nucleare dell’Asia meridionale è chiamata a rinnovare l’Assemblea nazionale e quattro assemblee provinciali (Khyber Pakhtunkhwa, Punjab, Sindh e Bluchistan). Un appuntamento dal grande significato simbolico, la prima transizione democratica nei 66 anni di indipendenza nazionale, oltre la metà dei quali passati sotto una dittatura, questo voto sancisce la conclusione del primo intero mandato quinquennale da parte di un governo pachistano.

Accanto alle vittime , 12, registrate in un attentato in mattinata a Karachi e a quelle tre segnalate poco dopo nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, la polizia ha indicato che altre due persone sono decedute nel pomeriggio per lo scoppio di una bomba su un autobus a Karachi.

Gli altri sei morti, si è appreso, sono nella provincia del Baluchistan, e precisamente nella città di frontiera di Chaman in quella di Kuchlak e nel distretto di Kohat. Il gruppo politico pashtun laico, che faceva parte della coalizione di governo, è nel mirino del principale movimento armato talebani Da quanto è emerso, l’esplosivo era nascosto su un auto-risciò parcheggiato. Lo scoppio è stato molto potente e ha seminato il panico nel quartiere. Ha distrutto diversi negozi e mandato in frantumi i vetri delle finestre.

Tra i feriti ci sono diversi bambini.I talebani del Ttp (Tehrik-e-taleban Pakistan) avevano lanciato una campagna di sabotaggio del voto con vari avvertimenti ai principali partiti filo governativi e agli elettori. Un’ondata di violenze preelettorali ha causato nel paese oltre 100 morti nel solo mese di aprile, fra cui anche alcuni candidati.

A Karachi, nel Pakistan meridionale, venerdì sera, a poche ore dall’apertura delle urne, è stato ucciso Shakil Ahmed, un candidato indipendente elle elezioni della provincia di Sindh.

I talebani, che considerano le elezioni contrarie all’Islam, hanno espressamente minacciato il Partito del Popolo Pakistano (PPP) e i suoi partner della coalizione laica al governo, ottenendo come risultato di ridurre drasticamente le possibilità di campagna elettorale dei loro leader.

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