Cesa

Polizia penitenziaria, sezione Anppe intitolata a De Angelis

Gennaro De AngelisCESA. Un incontro-dibattito che si terrà nel centro culturale “Caianiello” quello di martedì 7 maggio. E’ stata la giunta di Giuseppe Sagliocco, su proposta del vicesindaco Nicla Virgilio, a concedere l’utilizzo della struttura.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Associazione nazionale polizia penitenziaria (Anppe). “La polizia penitenziaria ieri oggi e domani”, il tema dell’incontro, che vedrà l’inaugurazione con l’Anppe, sede ad Aversa, della sezione intitolata all’agente Gennaro De Angelis, padre dell’ex sindaco di Cesa Vincenzo De Angelis, ucciso il 15 ottobre 1982 e riconosciuto vittima del dovere e della criminalità organizzata.

Alle 15.30 sarà scoperta una targa in via Garofalo, poi tappa al centro “Caianiello” per il convegno a cui saranno presenti il sindaco Sagliocco, il vicesindaco Virgilio, il dottor Donato Capece, presidente dell’Anppe nazionale e segretario generale del Sappe, il procuratore capo di Nola Mancuso, il dottor De Feo, il dottor Mascone, l’avvocato Trofino, il commissario Rosano, insieme ai familiari di De Angelis.

“Ringrazio l’Anppe – afferma l’assessore Virgilio – per aver reso la città di Aversa nuovamente protagonista di uno dei dibattiti più interessanti a livello nazionale e anche più delicati come quello del sistema carcerario e del sovraffollamento delle carceri e soprattutto del complicato e difficile ruolo del poliziotto penitenziario che nonostante gli enormi passi avanti fatti nel riconoscere loro grande dignità, coraggio e senso di devozione ancora oggi si fa fatica a conferirgli il giusto valore e merito, causa il peso di un mestiere difficile e lo scotto da pagare: essere uomini dello Stato all’interno di quel non-luogo che è il carcere”.

“Ad Aversa – aggiunge il vicesindaco – c’è la scuola di formazione di polizia penitenziaria presso il Castello Aragonese e l’Ospedale psichiatrico giudiziario, struttura questa più antica e più grande d’Italia che non deve essere vista solo come un luogo di detenzione ma anche come luogo di rieducazione e inserimento dei detenuti nell’ambito delle attività sociali, come dimostra l’area verde in cui attualmente, grazie ad un progetto di collaborazione con enti privati, si effettua l’ippoterapia”.

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