Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Omicidi durante faida interna al clan dei casalesi: tre arresti

 CASAL DI PRINCIPE. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale diCasertahanno arrestato tre persone ritenute responsabili di omicidio, tentato omicidio, nonché di porto e detenzione illegale di armi da fuoco, aggravati dalla finalità di voler agevolare le attività del sodalizio criminale di appartenenza.

Si tratta del boss Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo, alias “‘O Sergente”, già in carcere, e di Mario Cavaliere, rintracciato a Castel Volturno e considerato l’attuale reggente della fazione Bidognetti del clan dei casalesi. Ad incastrarli le dichiarazioni del pentito Domenico Bidognetti, alias “Bruttaccione”, cugino del capofazione Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto ‘e mezzanotte”, detenuto al 41bis.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip presso il tribunale di Napoli nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti “gravi e concordanti elementi di colpevolezza” a carico degli indagati riguardo a due omicidi commessi a Villa Literno.

Il primo omicidio è quello di Davide Orabona ucciso il 14 ottobre 1998 all’interno una tabaccheria con numerosi colpi di pistola; la vittima era ritenuta legata a Cesare Tavoletta e Massimo Ucciero, considerati vertici del gruppo camorristico Tavoletta-Ucciero. Il secondo omicidio è quello di Gaetano Pecchia, ucciso a colpi di pistola il 16 maggio 2000 davanti al suo autosalone; la vittima era suocero di Mario Tavoletta, elemento ritenuto di spicco del clan Tavoletta-Ucciero.

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Entrambi gli omicidi si inseriscono, secondo gli investigatori, nel contesto della ‘guerra’, con numerose vittime, che si consumò nel clan dei casalesi tra il 1997 e il 2007, tra i gruppi Tavoletta-Ucciero e Bidognetti che si contendevano la supremazia nella gestione delle attività criminose a Villa Literno. Il gruppo Tavoletta era appoggiato dal gruppo scissionista, che si staccò dai Bidognetti, e poteva contare su personaggi di alto spessore criminale. Anche la compagine contrapposta era composta da personaggi di livello criminale altrettanto elevato.

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