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Spara ad un uomo per un gesto sgarbato: arrestato

 S.MARIA LA FOSSA. La squadra mobile di Caserta, diretta dal vicequestore Alessandro Tocco, ha arrestato, per lesioni aggravate e porto abusivo di arma da sparo alterata, Giovanni Parente, 35 anni, di Santa Maria la Fossa.

L’uomo, per futili motivi, poco dopo la mezzanotte di domenica, ha esploso due colpi, con un fucile da caccia modificato, all’indirizzo di Guglielmo Mirra, 61enne del posto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Parente ha atteso sotto la sua abitazione la vittima e, dopo averla affrontata, accusandola di un gesto sgarbato che avrebbe compiuto alcuni giorni fa nei suoi confronti, ha prelevato dalla sua vettura un fucile da caccia, con le canne mozzate ed il calcio modificato, ed esploso sul selciato, vicino ai piedi di Mirra, due colpi. Poi, mentre quest’ultimo era a terra, ferito di rimbalzo dalla scarica di pallini, l’aggressore lo ha colpito ripetutamente al capo con il calcio dell’arma, causandogli profonde ferite lacero contuse. Mirra è stato trasportato all’ospedale “San Sebastiano” di Caserta.

Sul posto una volante della squadra mobile che ha ricostruitola dinamica dell’episodio e che, insieme ad altre pattuglie dell’Ufficio prevenzione generale, del Reparto prevenzione crimine e del commissariato di Castel Volturno, hanno effettuato irruzioni e perquisizioni nell’abitazione di Parente e dei suoi familiari, situata tra le campagne di Santa Maria la Fossa, che, inizialmente, hanno sortito esito negativo.

La battuta, poi, è stata estesa alle masserie che si trovano nelle vicinanze, poiché la vettura utilizzata per la fuga, appartenente ad un fratello di Parente, è stata rinvenuta nella sua abitazione. Infatti, poco dopo le 7 del mattino, Parente è stato stanato in una masseria, dove si trovava anche la madre, che assisteva un’anziana congiunta, nascosto in un sottoscala, davanti alla cui porta era stata posizionata una grossa panca.

I poliziotti hanno recuperato anche l’arma utilizzata, una doppietta, a cui erano state segate le canne ed il calcio, trasformandola in un micidiale fucile a canne mozze, all’interno del quale erano ancora alloggiate le due cartucce esplose. Il fucile, insieme ad altri due rinvenuti nell’abitazione di Parente, apparteneva al defunto padre e risultava regolarmente denunciato. Il 35enne è stato quindi arrestato e associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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