Aversa

Racket, quattro attentati in 10 giorni: allarme in città

 AVERSA. Mantenere alta l’attenzione e ribadire la presenza dello Stato sul territorio.

Queste le parole del sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco dopo che nella città normanna e nella confinante Cesa in dieci giorni si sono registrati ben quattro episodi sulla cui matrice camorristico-estorsiva sembrerebbe esserci pochissimi dubbi.

Il primo cittadino, tenendo fede alle dichiarazioni di rafforzamento della legalità ed all’appellativo di ‘sindaco-sceriffo’ guadagnato sul campo, risponde alla paura dei commercianti, che vivono con terrore questa recrudescenza del racket in città, gettando acqua sul fuoco e rassicurando i titolari di esercizi pubblici.

«Bisogna – ha dichiarato Sagliocco – mantenere alta l’attenzione sul fenomeno anche grazie al coordinamento costante delle forze dell’ordine. Il problema della criminalità organizzata non si risolve in un solo giorno. Purtroppo, siamo di fronte ad un fenomeno come questo della camorra che si acuisce con la crisi economica in atto ed anche i piccoli esercizi vengono presi di mira, le organizzazioni malavitose diventano più agguerrite. Altrettanto deve fare lo Stato assicurando un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine. Circostanza che nell’Agro Aversano è già in atto anche grazie al continuo e costante interessamento di prefetto e questore che hanno dato sempre il loro appoggio».

Quattro attentati in dieci giorni nel raggio di un paio di chilometri. Si è iniziato nella notte tra il 17 e 18 maggio scorso, quando ad essere preso di mira è stato il negozio Delicatessen, nella centralissima via Seggio, il cuore della movida, dove è stata data alle fiamme la serranda di ingresso. Non si sa ancora se ad agire siano stati i giovani della movida spinti dai fumi dell’alcool o i signori del pizzo. Pochi i danni.

Ad una settimana di distanza un potente ordigno esplosivo viene fatto esplodere all’altezza del civico 48 di via Francesco Bagno, nella vicina Cesa. In quei locali in corso di ristrutturazione, con le serrande sventrate (in frantumi anche decine di vetri delle abitazioni circostanti con concomitante pioggia di calcinacci), doveva aprire i battenti un’agenzia di pompe funebri.

Evidentemente il racket del caro estinto ha inteso dare un avvertimento eloquente e preventivo all’imprenditore di origine cesane che da Giugliano voleva ampliare la propria attività nel come del casertano. Nella notte tra il 27 e 28 maggio, quasi certamente utilizzando degli pneumatici e de combustibile, è stato dato fuoco alla Cremeria in via Costantinopoli, altro luogo centralissimo di Aversa.

Ai danni dello stesso negozio qualche giorno prima un’altra azione che costituisce un vero e proprio avvertimento: colla dentro i lucchetti. In tutti questi casi i titolari avrebbero riferito ai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, che indagano, di non aver ricevuto alcuna richiesta. Le stesse forze dell’ordine invitano a collaborare per debellare il fenomeno, come già evidenziato nel recente passato soprattutto in zone calde come Casapesenna, Lusciano o Parete.

“Alla luce di questi episodi – afferma la responsabile cittadina della Confesercenti Pina Giordano – confermiamo la nostra richiesta, avanzata anche dai nostri provinciali, di tenere ad Aversa una seduta straordinaria del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico per dare un segnale tangibili della vicinanza delle istituzioni alla nostra città”.

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