Aversa

Puc, semideserta la seduta consiliare

 AVERSA. Del Puc e delle questioni urbanistiche meglio non parlarne pubblicamente, ma nelle segrete stanze. Sembra essere questo il monito che viene dalla seduta di Consiglio comunale aperta che doveva discutere del futuro urbanistico di Aversa.

Insomma, rischia di concretizzarsi quanto paventato qualche settimana fa dal consigliere comunale indipendente Paolo Santulli che parlava di piani già pronti, confezionati in qualche interessato studio cittadino, che sarebbe stato messo fuori all’ultimo minuto e approvato a scatola chiusa causa l’urgenza. Un’esigenza, comunque, non vera visto che l’amministrazione potrebbe scegliere di non approvare entro il prossimo 14 gennaio lo strumento di pianificazione urbanistica e non far costruire nuovi edifici. Si presentava semideserta l’aula consiliare martedì sera per l’incontro Comune-cittadini sul Puc.

Oltre al sindaco Giuseppe Sagliocco e al presidente Giuseppe Stabile, pochi cittadini, ma soprattutto pochi consiglieri comunali: Michele Galluccio, Mario Tozzi, Gino Della Valle, Luciano Luciano, Marco Villano, Paolo Santulli, Orlando De Cristofaro, Mimmo Palmieri, Rosario Capasso, Stefano Di Grazia, Armando Della Vecchia, Gabriele Costanzo, Gianpaolo dello Vicario, Pasquale Morra. Intervenuti anche il presidente dell’Ordine Ingegneri, Vittorio Severino, e l’architetto Bartolo D’Angelo.

Ad aprire i lavori l’assessore all’Urbanistica, Ninì Migliaccio, in quota Nuovo Psi, ha letto una relazione nella quale si auspica il necessario coinvolgimento delle due facoltà Universitarie cittadine di Architettura e Ingegneria nella redazione del Puc, che dovrà essere approvato entro gennaio 2014.

Interessante l’intervento di Romualdo Guida, rappresentante della società “Corso Normanno”, che si propone di intervenire in città sull’asse pubblico-privato, per valorizzare il centro storico. “Come si può ben intuire – ha detto Guida – per la pianificazione urbanistica di Aversa la questione centrale è il recupero del millenario centro storico. Il recupero dei singoli edifici potrà essere eseguito dagli stessi proprietari e da imprenditori singoli o associati. Riguardo le infrastrutture, queste necessitano del contributo pubblico”.

Dai consiglieri comunali Santulli, Tozzi e Della Valle sono giunte preoccupazioni sulla cementificazione selvaggia e sulla necessità di migliorare le condizioni di vivibilità dei cittadini. Intervento anche dell’ex assessore Antimo Castaldo, già candidato a sindaco per l’associazione Democrazia e Territorio che ha individuato le due realtà sulle quali, a suo avviso, bisogna puntare: la metropolitana e le due facoltà universitarie, oltre ai grandi contenitori che possono, a seconda dell’utilizzi, disegnare anche il destino futuro della città.

Polemico l’intervento del capogruppo consiliare di Noi Aversani, Capasso, che ha stigmatizzato i precedenti interventi dei suoi colleghi di maggioranza ricordando che diversi di loro hanno contribuito alle decisioni che hanno portato alle attuali condizioni di vivibilità in città.

A tirare le somme il primo cittadino che ha ribadito la necessità di confrontare le due facoltà cittadine e della sinergia tra investimenti pubblici e privati.

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