Aversa

Il “museo” delle auto sequestrate

 AVERSA. La prima, la più vecchia, risale al 1997 o 1998, le notizie sono discordanti. Se fosse stato un ragazzo ora avrebbe 15 o 16 anni.

Si tratta, invece di una delle più di mille tra autovetture e motorini che in questo lungo periodo sono state sequestrate dagli agenti della polizia municipale di Aversa e poste in custodia alle due ditte autorizzate presenti sul territorio. Centinaia e centinaia di mezzi che costituiscono per le già disastrate casse comunali aversane una vera e propria bomba ad orologeria.

La storia, almeno a prima vista, è di quelle che rappresentano il classico immobilismo italico e del tirare a campare, tanto Pantalone paga. Cosa è successo ad Aversa? Una cosa simile si verificò anche a Napoli qualche anno fa e chissà quante città italiane sono nella stessa situazione. Le oltre mille macchine custodite nei depositi giudiziari delle ditte Marino e Della Corte sono state, in questi anni, o rimosse con il carro attrezzi perchè bloccavano il traffico o perchè abbandonate nelle strade comunali o perché sequestrate perchè sprovviste di copertura assicurativa obbligatoria. Successivamente, benché i proprietari fossero stati avvertiti secondo le modalità previste dalla normativa vigente, non le hanno mai ritirate.

Sempre secondo le leggi in vigore, una volta avvertiti i proprietari e trascorsi novanta giorni senza che questi ultimi abbiano provveduto al ritiro dai depositi giudiziari si deve provvedere alla rottamazione. Ad Aversa però di giorni ne sono passati molti di più, tenuto conto che si parla di automobili e moto ferme dall’oramai lontano 1997, quando c’era ancora la lira e i modelli più in voga allora oggi sarebbero da museo dell’auto.

Ed è questa, tra il serio e il faceto, la battuta più ricorrente tra gli addetti ai lavori: allestire un museo potrebbe essere la soluzione. Al momento, però, a conti fatti, dinanzi all’amministrazione comunale rischia di materializzarsi un debito concreto di un milione di euro. Qualcuno, infatti, si è azzardato a fare qualche conto: un auto al Comune costa 60 centesimi al giorno e poiché si contano più di mille tra auto e motorini, il calcolo è presto fatto: più di un milione di euro di debiti per le casse comunali.

Una problematica che, però, sembra non impensierire più di tanto il sindaco Giuseppe Sagliocco che affronta la questione con una battura: “Partiamo dal 1997, 1998, ci troveremo certamente di fronte a qualche auto che oggi potrebbe essere d’epoca. Alto anche il suo valore di ‘riscatto’. Abbiamo fatto un rapido calcolo e per ritirarla sarebbero necessari oltre 3.600 euro. Una cifra sproprzionata, anche per un amatore”. Subito dopo, ritorna serio e afferma: E’ uno dei tanti problemi che mi sono trovato ad affrontare non appena mi sono insediato esattamente un anno fa. Tanto è vero che ho chiesto, per iscritto, al nostro comandante della polizia municipale di essere ragguagliato in proposito e attendo ancora una risposta. Intanto, sto aspettando dichiarazioni anche dai due titolari di deposito giudiziari Marino e Della Corte. Quello che fa rabbia è che a fronte dell’accortezza per le spese che stiamo attuando ci troviamo difronte a situazioni quasi al limite del reale. Quello che è certo è che se ci sono responsabilità, qualcuno pagherà”.

Dagli uffici della polizia urbana non pervengono dichiarazioni, ma filtra una certa sicurezza sulla scia di “quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto”. Insomma, a quanto pare, sarebbero stati gli stessi custodi giudiziari ad essere investiti dell’incombenza di rottamare le vetture se non ritirate.

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