Sant’Arpino

Romano (Pd): “Cammisa rinnega se stesso pur di non disobbedire”

Nicola RomanoSANT’ARPINO. Quando nell’imminenza della Pasqua ho letto le dichiarazioni con le quali il consigliere Domenico Cammisa, e il componente del direttivo, Nicola Tessitore, prendevano le distanze dalla decisione del Partito Democratico di non sostenere più la giunta Di Santo, sono letteralmente rimasto esterrefatto.

La cosa che mi ha maggiormente sbalordito è il constatare come il “povero” consigliere Cammisa sia sempre più somigliante allo “Smemorato di Collegno”, e di conseguenza soffra di uno stato confusionale che di fatto gli impedisce di ricordare quanto da lui fatto pochissimo tempo prima.

Passi per la presa di posizione di Nicola Tessitore, che è praticamente sempre stato assente ad ogni riunione del direttivo del nostro partito (sulle sue tracce ci sono anche i giornalisti di “Chi l’ha visto?”), ma Cammisa non può affermare impunemente che nel Pd non si sia mai discusso di tematiche inerenti il programma e l’azione di governo. In diverse riunioni, dallo scorso autunno ad oggi, così come testimoniano i verbali del direttivo, abbiamo ampiamente discusso di come rapportarci nei confronti delle altre forze politiche della coalizione sulle tematiche programmatiche. In particolare, abbiamo all’unanimità concordato che il Pd avrebbe portato all’attenzione degli alleati del tempo le proprie idee inerenti lo sviluppo e la crescita economica, sociale e culturale di Sant’Arpino, e sempre tutti insieme decidemmo che, qualora queste nostre istanze non fossero state recepite, non avremmo più fatto parte di questa coalizione.

Al tempo stesso, arrivammo alla conclusione che l’intero programma della coalizione a sostegno della candidatura del sindaco uscente Di Santo avrebbe dovuto essere condiviso anche con e da noi, in quanto ci ritenevamo parte integrante di quel progetto, pena sempre la nostra uscita da quell’esperienza politica. Queste decisioni sono state sempre verbalizzate ed in calce a quei verbali c’è anche la firma di Cammisa (non di Tessitore perché assenteista continuo) che, evidentemente, ha rimosso l’accaduto e di ciò me ne dispiaccio molto.

È evidente che chi si è posto fuori dalla linea del partito è proprio il consigliere comunale che, infatti, pur di sostenere il suo mentore Di Santo, arriva a smentire se stesso. Nella “lettera aperta” indirizzata alla mia persona, Cammisa ha avuto il cattivo gusto di descrivermi come il ‘male assoluto’ del Partito Democratico di Sant’Arpino, imputandomi di essere il ‘segretario privato’ di qualcuno, e ha usato squallidi mezzucci per denigrare la mia persona.

No, caro Mimmo, questo non posso permetterlo. La mia storia personale e quella della mia famiglia parlano da sole e gridano vendetta per le infamie che mi rivolgi. Da quando è iniziata la mia esperienza politica, non ho mai beneficiato di un favore né per me, né per un mio familiare, né tantomeno per un amico, e ti sfido ad affermare il contrario di quanto dico.Caro Mimmo, a differenza di qualcun altro io ho una dignità. Una dignità che non ha prezzo. Non ho mai svenduto le mie idee. Io non ti permetto di infangare il mio nome per una tua scelta politica o forse di convenienza.

Precisiamo per nome e cognome alcune cose, altrimenti rischiamo di parlare di aria fritta. Tu contesti il metodo di convocazione del direttivo. Nessuna anomalia abbiamo adottato, in quanto la modalità di convocazione è stata quella di sempre. Anzi, prima di iniziare la famosa riunione in cui si è deciso di lasciare la maggioranza, abbiamo atteso per un’ora la tua venuta. Tu eri di fronte alla sede del Pd con il sindaco a fare l’inaugurazione del circolo dei cacciatori. Ti abbiamo, a più riprese, chiamato ma, non volendo il sindaco che tu partecipassi, tu buono buono hai obbedito andandotene via con lui.

E sarei io quello che ha un padrone? Ho sempre condotto i lavori del partito in maniera plurale e imparziale e i punti programmatici li abbiamo elaborati e condivisi tutti. E sono proprio i medesimi punti che ho portato all’attenzione del sindaco e non certamente la “lista della spesa di qualcuno” come tu mi accusi. Se avessi dovuto portare qualche lista della spesa avrei certamente delegato te che su questo sei paragonabile ad un docente della Bocconi. Io, infatti, non ho alcun cugino nella Multiservizi, non ho il genero di uno zio nella Iap, non ho!

Per quanto concerne il geometra Tessitore (ovvero il cognato di tuo fratello), trovo alquanto singolare che abbia tanto di quel tempo per trattenersi quotidianamente per ore al Comune a seguire i suoi innumerevoli incarichi tecnici (procurati da chi?) e non abbia invece mai avuto un pochino di tempo per partecipare alle riunioni del direttivo (confronta le presenze dal registro dei verbali) o meglio per conoscere la sede del Pd.

Il problema è che tu non sei stato mai in grado di recidere il tuo cordone ombelicale dal sindaco e dal suo fido Brasiello, trasformando il tuo rapporto politico in un rapporto di totale dipendenza. E’ noto a tutti che appena dopo le riunioni del direttivo, per te era obbligatoria la tappa dal sindaco o in subordine dall’assessore Brasiello a cui relazionavi tutto nei minimi particolari.

E se ci fosse ancora qualche dubbio sulla tua dipendenza dal duo Di Santo – Brasiello basta vedere chi ti ha scritto e inviato la “lettera aperta”: l’assessore Brasiello, dalla cui posta elettronica è stata inviata la nota ai giornali. Di cos’altro vogliamo parlare?

Per quanto concerne i punti programmatici che noi abbiamo proposto al sindaco e che lo stesso non ha voluto accettare, ti chiedo di documentarti prima di parlare perché ci risulta che nessun atto ufficiale ad oggi è stato adottato ad esempio sulla riduzione delle aree amministrative del comune; né sulla riduzione dei consulenti della multiservizi; né sulla rescissione del contratto di fitto della sede dell’associazione dei carabinieri in congedo (costa 6mila euro all’anno ai santarpinesi), per intenderci stiamo parlando dell’associazione posta accanto alla sede del partito del sindaco (l’Udc); né tantomeno è stato evitato il clamoroso spreco dell’albero di Natale di 50 mila euro che noi a novembre scorso chiedemmo di non fare.

Le tue accuse e le tue infamie sappi solo che mi scivolano addosso come l’acqua. Perché è come l’acqua il tuo modo di fare politica: inodore, incolore e insapore. Alla luce di ciò, sarebbe utile e giusto nel nostro interesse che tu e il geometra Tessitore (il cognato di tuo fratello) lasciaste il partito per abbracciare senza più ambiguità la strada più sostanziosa del duo Di Santo – Brasiello.

Il segretario del Partito Democratico di Sant’Arpino

Nicola Romano

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