Santa Maria C. V. - San Tammaro

Provincia: Mirra, Cimmino e Delle Curti tornano nel Pd

 SANTA MARIA CV. I consiglieri provincialiAntonio Mirra, Emiddio Cimmino e Giuseppe Delle Curti tornano nel Partito Democratico.

Circaun anno fa ne erano usciti costituendo un nuovo gruppo in seno al consiglio provinciale, “Proposta Democratica”.

Ecco le ragioni della loro scelta. “Gli ultimi sono stati giorni drammatici per il Partito Democratico, certamente i più difficili della sua breve ma tormentata storia. Invero è sembrato che il partito nazionale all’improvviso avesse inopinatamente deciso di aderire al “modello Caserta” di Partito Democratico, prima non vincendo una elezione già vinta e poi gestendo con una strategia fallimentare il dopo voto, con una segreteria assolutamente incapace di gestire la delicatissima fase della nomina del Presidente della Repubblica, suicidandosi con l’ esplosione di velenosi rancori trasversali.

Oggi tutti pronosticano la fine del partito Democratico, ma invece proprio oggi tutti quelli che ritengono che per la vita politica di questo paese sia indispensabile l’esistenza di una grande forza popolare e riformista hanno il dovere di dare il loro contributo e mettere a disposizione di questa grande idea le proprie energie; noi siamo fra quelli!

Alla fine del 2011 avevamo deciso di non rinnovare l’adesione al Partito Democratico con la precisa finalità di lanciare un grido d’allarme ed evidenziare che quella determinata modalità di gestione da parte del gruppo dirigente casertano avrebbe inevitabilmente portato all’implosione del Partito Democratico provinciale; avevamo sentito, quali figure istituzionali, il dovere di segnalare che in quel modo non si andava da nessuna parte, che la mancata costruzione di un concreto progetto politico per questa provincia ed il continuo logoramento, frutto di ininterrotte e sanguinose lotte interne, sarebbero stati ancora una volta (dopo avere perso la provincia e tutte le città più grandi) puniti severamente dagli elettori e che la voglia di rinnovamento della politica sarebbe stata inevitabilmente intercettata da altri.

La nostra voce rimase, tranne rare eccezioni, del tutto inascoltata, così come lo era stata in precedenza quella dell’amico Delle Curti, il quale era stato costretto ad allontanarsi dal partito dopo avere contribuito a fondarlo, e con il quale decidemmo di formare un autonomo gruppo all’interno della minoranza in seno al Consiglio Provinciale.

Oggi sentiamo forte il dovere di tornare a dare il nostro piccolo contributo.Il Partito Democratico di Caserta vive da anni in costante grande difficoltà. E’ il momento di invertire la rotta. Dobbiamo subito, da oggi, porre fine ad uno scontro interno che ci ha fatto perdere completamente il contatto con gli elettori, dobbiamo immediatamente archiviare la perversa logica della velenosa delegittimazione interna e sostituirla con una necessaria e costruttiva dialettica interna ed un serio e proficuo confronto, abbiamo il dovere di elaborare per questa provincia una proposta politica che veda al centro l’occupazione, lo sviluppo, la difesa ambientale ed il welfare.

Oggi, (anche) in provincia di Caserta abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente che consenta al partito di intercettare quella forte domanda di cambiamento e di superamento della vecchia politica, di formulare una piattaforma politica e programmatica per dare risposte ai cittadini di una provincia che vive una profondissima crisi economica e sociale, di aprirsi ai grandi cambiamenti che la società chiede alla politica, senza cedimenti demagogici e populisti, forte delle proprie radici e con una solida identità!

Oggi il partito provinciale ha bisogno di unità e non dell’ennesima battaglia sulle tessere! Bisogna porre fine alle spaccature che quotidianamente si verificano nei circoli territoriali dove a cascata si riverberano le autolesionistiche guerre tra “aree” del partito e occorre immediatamente sganciarsi dal pericolosissimo cortocircuito in cui il successo personale di pochi si traduce nel fallimento generale.

Noi riteniamo che proprio dai territori si debba ripartite con l’obiettivo che per tutti deve essere quello di costruire finalmente un partito aperto, fatto di partecipazione, di rispetto delle regole, di trasparenza e sobrietà, di confronto interno ma anche e soprattutto di solidarietà e senso di appartenenza, un partito profondamente rinnovato sia anagraficamente che culturalmente, un Partito Democratico che può e deve tornare ad essere forza di governo in questa provincia. Noi ci siamo e ci mettiamo a disposizione di tutti quelli che vogliono esserci”.

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