Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Psi: “Liberiamo il futuro per le nuove generazioni”

 MONDRAGONE. I socialisti e il movimento d’opinione “Mondragone città possibile” commemorano il 25 Aprile, giorno della Liberazione dall’occupazione nazi-fascista, inviando una Lettera indirizzata alle Istituzioni Scolastiche della città.

Il segretario del Psi Antonio Taglialatela: “Mentre alcuni nostri illustri concittadini si appresteranno ad indossare una fascia a lutto per le vittime di un attentato, per quanto vile, avvenuto lontano, noi in questo giorno di commemorazione dalla liberazione dell’occupazione nazi-fascista, vogliamo ricordare soprattutto le persone, vittime di questo sistema liberista e mafioso, che vedono occupata la loro vita pubblica e privata da questo clima di oppressione economica e sociale, creando la nuova classe di schiavi dell’era modernaricordare le famiglie che con enormi sacrifici riescono a malapena ad arrivare alla fine del mese e dare una vita dignitosa ai propri figli; ricordare i precari del lavoro che vedono precarizzare anche la loro vita privata e i lavoratori costretti ad operare senza contratto o una qualsivoglia forma di assicurazione.

Ricordare coloro che devono abbandonare la propria terra, i propri amici e i propri affetti per cercare un lavoro, o perché stanchi di una vita di stenti in una terra di frontiera. Ricordare i disoccupati e i cassaintegrati, i quali l’unica cosa che posseggono sono enormi enigmi per il loro presente e per il loro futuro. Ricordare gli alunni delle scuole elementari e medie, su cui dovremmo investire per il nostro futuro, e non tagliargli sempre nuovi fondi.

Ricordare gli operatori scolastici costretti a fronteggiare questi tagli con enormi sacrifici. Ricordare gli Studenti e i Lavoratori pendolari ai quali non viene garantito nemmeno un servizio di trasporto locale decente e costretti a pagare caro dei fallimenti di cui loro non hanno colpe. Ricordare quegli Studenti che vedono ogni anno l’aumentare delle tasse, come se il diritto allo Studio non fosse di tutti. Ricordare sia le vittime della camorra, sia coloro che hanno avuto il coraggio di denunciare e che con enormi difficoltà tentano di reintegrarsi nella Società.

Ricordare gli immigrati vittime del caporalato e dei proprietari di case che gli fittano appartamenti simili a lager, facendo vivere in condizioni disumane intere famiglie, le quali hanno la sfortuna di non essere della stessa “loro razza o cultura”, dimenticando magari che sono umani, proprio come loro. Sappiamo bene che la memoria di un popolo molte volte può essere corta e, anche grazie ad alcuni politici al governo negli ultimi anni, viviamo un clima di revisionismo storico.

Basti riflettere sulle Piazze e le strade cittadine intitolate a personaggi ben noti nel periodo del ventennio fascista, tuttavia la ‘memoria è come un indice puntato contro i crimini del Potere’ e per questo motivo la festa della Liberazione, non deve essere svilita perchè fa parte della nostra cultura e noi Mondragonesi abbiamo versato un enorme contributo di sangue per la Resistenza.

Chi ha combattuto e sacrificato la propria vita, lo ha fatto per vedere un Paese libero, in grado di assicurare a tutti i diritti essenziali per il perseguimento della libertà e della giustizia sociale. Il 25 Aprile deve rappresentare, un simbolo soprattutto per i giovani, affinché lottino per i propri diritti e per i propri sogni, al fine di liberare il loro futuro e non ricadere negli errori del passato.

Lo spirito del Fascismo e della sua cultura antidemocratica, rozza e arrogante, purtroppo, non sono mai morti, continuando a rigenerarsi, manifestandosi in tante altre vesti e contribuendo alla nascita di questa nuova classe di schiavi, che umilmente vogliamo ricordare… proprio mentre molti illustri nostri concittadini indosseranno una fascia a lutto, e intanto la Storia viene dimenticata, i cittadini lentamente vedono la loro Cit e la loro libertà occupata e minacciata da politiche liberiste e mafiose, mentre i soliti noti continueranno le loro guerre per il proprio potere”.

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