Italia

Senato respinge dimissioni della grillina Mangini. Crimi: “No illazioni”

Giovanna MangiliROMA. L’Aula del Senato, con 219 no, 48 si e 4 astenuti, ha respinto le dimissioni della senatrice eletta in Lombardia con il M5S GiovannaMangili.

I rappresentanti di quasi tutte le forze politiche si sono detti d’accordo sul fatto che siano troppo ”lacunose” e vaghe le motivazioni (personali) della sua rinuncia. Dietro il gesto, secondo indiscrezioni, ci sarebbero attacchi e accuse di inciucio, persino invidie interne al movimento di Grillo tra i vari candidati in lista. Mangili, infatti, è sposata con Walter Mio, a sua volta consigliere grillino al Comune di Cesano Maderno. Sembra che la doppia elezione familiare non sia piaciuta ad altri attivisti.

”Respingo tutte le illazioni e le discussioni sul vincolo di mandato che esulano dalla scelta personale della senatriceMangili” di dimettersi. ”Mi faro’ portavoce di questa richiesta” dell’Aula ”perche’ possa venire a spiegarsi personalmente. Chiedero’ in alternativa di scrivere le motivazioni che l’hanno spinta a fare questa scelta”. Cosi’ il capogruppo del M5S a Palazzo Madama, Vito Crimi, argomenta il voto a favore delle dimissioni. ”Vi pregherei di non cercare in dibattiti in rete, motivazioni inesistenti”, aggiunge.

“La senatriceMangiliha chiesto quale procedura seguire per le sue dimissioni e c’e’ stata la volonta’ di non svolgere l’attivita’ parlamentare, non ha eseguito alcuna registrazione. Respingo tutte le illazioni fatte e le discussioni che esulano dalla scelta personale della senatriceMangili. Come ho gia’ anticipato in conferenza capigruppo – ha aggiunto Crimi – mi faro’ portavoce presso la senatriceMangilichiedendole di venire qui a spiegare personalmente. Non posso impegnarmi per la senatriceMangili, cercheremo di trovare una soluzione, sia pure una lettera, per spiegare a tutti i senatori le sue motivazioni. Vi pregherei di non andare a cercare motivazioni inesistenti che attengono a questioni personali”, ha concluso Crimi.

Sulle dimissioni di Mangili tutte le forze politiche, ad eccezione del M5S e della Lega che non e’ intervenuta, si sono dette d’accordo sulla necessita’ che la senatrice eletta in Lombardia venga subito in Aula a spiegare il perche’ della sua decisione di rinunciare al mandato.

”Le dimissioni non sono un fatto che riguardi esclusivamente il dimissionario – osserva il senatore di Gal Guido Compagna – quindi il Senato non deve sindacare o giudicare, ma comprendere le motivazioni del dimissionario. Non provare ad intuirle da quello che dicono dentro e fuori dal Parlamento”. Anche ‘Scelta Civica’, avverte Benedetto Della Vedova, votera’ contro perche’ le dimissioni della Mangili devono essere motivate personalmente in Aula dall’interessata.

”Ciascun membro del Parlamento rappresenta la nazione” assicura la senatrice del Pd Anna Finocchiaro che definisce ”improprie” le espressioni di rinuncia del mandato. Mangili, insiste, deve ”motivare meglio. Deve spiegare”. ”Essere rappresentanti del Parlamento – conclude – significa essere rappresentanti del popolo e non di un partito o di un capopartito”.

”Venga personalmente a spiegare le sue ragioni – rincara la dose Lucio Malan (Pdl) – serve la testimonianza della sua intenzione di rassegnare le dimissioni. E’ stato detto che il vincolo di mandato non c’e’ nella nostra Costituzione. La responsabilita’ e’ personale. C’e’ l’esigenza di tutela della dignita’ del ruolo del parlamentare di rappresentante della nazione. Se la collega insiste nella sua decisione, venga a spiegarne di persona le ragioni”.

Ancora piu’ incisivo l’intervento della senatrice Alessandra Mussolini che pero’ decide di non votare. A lei, le dimissioni ”per motivi personali” della ‘grillina’ le fanno venire in mente ”le lettere di dimissioni in bianco che molte lavoratrici sono costrette a firmare pur di avere un lavoro”. Se le sue dimissioni venissero accettate senza saperne di piu’, osserva, ”sarebbe un precedente estremamente pericoloso” visto che oltretutto ”abbiamo una legge elettorale estremamente particolare”. E per carita’, e’ l’appello della Mussolini, la Mangili venga a spiegare in Aula. ”Ci risparmino almeno le dimissioni via streaming o via ‘rete’…”.

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