Italia

Governo, via alle consultazioni. I paletti di Berlusconi

Silvio BerlusconiROMA. Sul futuro dell’esecutivo tutto dipenderà da come andrà il confronto con le forze politiche. Secondo fonti molto vicine a Enrico Letta, entro domenica il premier incaricato potrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva e consegnare una lista che si annuncia essere di 18 ministri.

Però si fa capire che “è davvero troppo presto” per avere un quadro preciso del timing visto che soprattutto nel Pdl non mancano le frizioni non solo per i nomi da candidare al governo, ma anche tra chi propende per tornare comunque alle urne. Intanto, nel giorno della Liberazione, il presidente del Consiglio incaricato avvia le consultazioni e prova a trovare una sintesi tra le forze politiche che consenta l’avvio di un esecutivo. Un impegno gravoso, come lui stesso aveva ricordato mercoledì accettando l’incarico offertogli da Napolitano ma che potrebbe anche andare a buon fine considerando che, al di là dei distinguo, i partiti principali hanno manifestato interesse ad uscire dalla fase di incertezza e a dare al Paese un esecutivo che possa varare riforme e provvedimenti per il rilancio dell’economia.

Anche il presidente Giorgio Napolitano, nel corso delle celebrazioni per il 25 Aprile, ha voluto lanciare un appello alle forze politiche invitandole a prendere esempio dalla Resistenza e dai valori di “coraggio e unità” che trasmise alla nazione. Le agenzie di stampa riferiscono di un certo ottimismo nell’entourage di Letta. L’ipotesi è che il governo si presenti per la fiducia lunedì prossimo alla Camera e martedì al Senato. Gli angoli da smussare sono però molti.

Sui provvedimenti urgenti per affrontare la crisi punta Silvio Berlusconi: “Noi sosterremo qualunque governo possa essere in grado di fare approvare i disegni di legge urgenti di cui l’Italia ha bisogno”, ha detto in un’intervista anticipata da TgCom24. Il Cavaliere ha ricordato che per il Pdl non è importante chi guida l’esecutivo ma la linea che verrà data. E ha sottolineato che il suo partito ritiene fondamentale partire dagli “otto punti” più volte rilanciati da via del Plebiscito, tra cui spicca l’abolizione (e restituzione) dell’Imu. “Il nome di Letta non è importante. – ha enfatizzato Berlusconi – L’ importante è che ci siano un governo e un Parlamento per approvare provvedimenti urgenti; sono molto preoccupato ma, essendo ottimista di natura, continuo ad essere fiducioso e a combattere”.

“Io e all’amministrazione fiorentina saremo al suo fianco per mettere fine ad una delle pagine più brutte inconcludenti della nostra storia”, ha detto invece il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che da più parti era visto come un possibile nome alternativo a Letta. “Non basta dire che il Presidente della Repubblica ha ragione. – ha aggiunto Renzi – Ora è il momento che chi ha il coraggio delle proprie azioni vada fino in fondo, non deve disertare”.

Le consultazioni ufficiali per la formazione del nuovo governo sono dunque iniziate alle 9 alla Camera. La prima delegazione a essere ricevuta, nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, è stata quella di Sel, con i capigruppo del Senato Loredana De Petris e della Camera, Gennaro Migliore. Con loro c’era il leader Nichi Vendola. “Abbiamo spiegato le ragioni della nostra opposizione a quello che si preannuncia essere un governo di larghe intese”, ha detto Nichi Vendola al termine dell’incontro con Letta, confermando il no di Sel all’esecutivo e sottolineando che le larghe intese “sono la risposta sbagliata al fatto epocale della richiesta di cambiamento”.

Scelta civica ha invece parlato di “serietà” e “responsabilità”, non nascondendo “serie difficoltà” ma dicendosi comunque “disponibili” a collaborare “attorno ad un programma serio che non faccia sconti a nessuno, a partire dal programma dei saggi e per affrontare le singole specifiche questioni”.

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