Italia

Colle, nulla anche la seconda chiama. Bersani annuncia fase nuova

 ROMA. Anche la seconda chiama per eleggere il nuovo presidente della Repubblica si è conclusa con un nulla di fatto. La maggior parte delle schede sono bianche (418), dopo l’annuncio di un voto in tal senso da parte di Pd e Pdl.

Stefano Rodotà ottiene 230 preferenze. Quindici voti a Franco Marini che non ce l’aveva fatta alla prima chiama, nonostante l’accordo tra Pdl, Scelta civica, Lega e parte del Pd.

All’ex presidente del Senato servivano 672 voti. Intanto, torna in campo l’ipotesi alternativa di Romano Prodi: l’ex premier risulterebbe gradito pure ai dissidenti del Pd e potrebbe contare su una velata apertura del M5S, che lo prenderebbe in considerazione qualora Rodotà si chiamasse fuoriCosì come annunciato dal presidente della Camera, Laura Boldrini, la nuova votazione avverrà venerdì a partire dalla ore 10.

Il Movimento 5 Stelle, tramite Beppe Grillo, ha annunciato che porterà il proprio candidato, Stefano Rodotà, fino alla quarta votazione. Intanto, è previsto per la serata di giovedì l’arrivo di Matteo Renzi a Roma. Il sindaco dovrebbe partire in treno per la Capitale appena conclusi alcuni impegni in Palazzo Vecchio. Renzi dovrebbe poi vedersi a cena con i parlamentari a lui vicini.

Anche se Matteo Renzi ufficialmente lo nega, sembra sempre più probabile che al suo arrivo a Roma incontrerà il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Lo si apprende da fonti del partito. Intervenendo sull’elezione del Presidente della Repubblica, dopo l’esito negativo del voto su Franco Marini, Bersani ha detto: “bisogna prendere atto di una fase nuova. A questo punto penso tocchi al Pd la responsabilità di avanzare una proposta a tutto il Parlamento”.

Proposta che sarà decisa nell’assemblea dei grandi elettori. La Lega Nord, invece, ha deciso di non partecipare alla seconda e terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Lo ha reso noto, al termine della riunione dei gruppi, Massimo Bitonci.

Silvio Berlusconi ha convocato un vertice ristretto a palazzo Grazioli per decidere le prossime mosse. Il segretarioAngelino Alfanochiede ufficialmente che “si individui la soluzione più idonea per eleggere il presidente della repubblica sin dalla quarta votazione”.

Nella migliore delle ipotesi l’elezione del Capo dello Stato resta “congelata” fino alla quarta votazione, quando non sarà più necessaria la maggioranza dei due terzi dei voti dei “grandi elettori” e il quorum scenderà a quota 504.

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