Italia

Bersani conferma le dimissioni “Utili al partito”

 ROMA. “Confermo qui le mie dimissioni che saranno portate anche all’Assemblea nazionale”. Così Pierluigi Bersani conferma le sue dimissioni durante la direzione del Partito Democratico.

“Siamo stati sull’orlo di una crisi gravissima – dice Bersani – molti dei nostri grandi elettori sono venuti meno a decisioni formali e collettive in un momento cruciale”, riferendosi alla bocciatura della candidature di Franco Marini e Romano Prodi.

“Non abbiamo retto alla prima prova e se non rimuoviamo il problema rischiamo di non reggere nelle prossime settimane e mesi. Insieme a difetti di anarchismo e di feudalizzazione si è palesato un problema grave di perdita di autonomia”, dice il segretario del Pd.“Come si fa a dire che noi andiamo verso un presidenzialismo alla francese quando i nostri dirigenti non conoscono più la differenza tra dimensione politica, istituzionale e di governo? Dove pensate che andiamo così? Verso il presidenzialismo alla francese? Vogliamo scherzare, no andiamo verso il Sud America”.

E’ lo sfogo di Pier Luigi Bersani contro lo “scivolamento del Pd non verso un soggetto politico ma verso uno spazio politico”.

E sull’atteggiamento del Pd rispetto alla creazione del governo, dice: “Ci vuole una ragionata disponibilità a ricercare tutti insieme una soluzione di governo mettendo a disposizione le nostre forze e risorse”.Un partito è tale se è retto “da un principio d’ordine” altrimenti diventa “un nido del cuculo”, dice Bersani alla direzione del Pd.

Il principio d’ordine, ha spiegato Bersani, è “il principio di sovranità da dare alla comunità del partito”. Senza di questo il partito “è un autobus, un ascensore, un nido del cuculo”.

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