Italia

Bacchette e insulti per un disabile di 14anni: arrestate due docenti

 VICENZA. Bacchettavano, picchiavano ed insultavano un ragazzino autistico di 14 anni: arrestate la professoressa, Mariapia Piron, e la sua assistente, Oriana Montesin.

Assieme a loro è stata denunciata anche una bidella delle scuole medie Fabiani di via IV Novembre a Barbarano Vicentino. Nelle mani degli inquirenti ore e ore di registrazione che testimoniano i soprusi e le violenze operate nei confronti del disabile: elementi che però non aiutano a trovare il perché, il motivo di quelle violenze, laddove ce ne fosse uno valido per giustificare un simile comportamento.

I militari dell’Arma dei carabinieri sono entrati a colpo sicuro nell’istituto alle 13.30 sorprendendo le due donne, di 54 e 59 anni, mentre usavano un metodo certo non educativo per il ragazzo che, data la sua disabilità, non riusciva né a reagire né a difendersi. L’accusa per entrambe è di maltrattamento nei confronti di un minore con disabilità. I provvedimenti sono scattati d’intesa con la Procura di Vicenza, cui i carabinieri hanno collaborato attraverso il pull ‘fasce deboli’. Verificata la condotta delle due donne, gli investigatori hanno proceduto all’arresto “facoltativo”.

L’indagine è partita da un sospetto dei genitori, che hanno riscontrato sul corpo del ragazzino lividi e contusioni, abbastanza evidenti, soprattutto sulle orecchie. Lo studente 14enne frequenta la classe terza ed è seguito anche da un’altra insegnante di sostegno, oltre a quella indagata. La co-presenza dell’operatrice della coop sociale, indicata dall’Asl, permette invece di accudire il ragazzo in tutte le sue necessità. Il padre, dopo essersi accorto di quei segni di violenza, non si è rivolto infatti all’istituto, ma all’Arma riferendo i suoi sospetti. Nella scuola media, da alcune settimane, erano state piazzate telecamere e microfoni, posizionati anche sul corpo del ragazzo, con il benestare della famiglia. Con questi strumenti gli investigatori avrebbero registrato numerosi episodi di violenza fisica e verbale, messi in atto apparentemente senza alcuna ragione e logica.

All’inizio di marzo è arrivata la segnalazione ai carabinieri del paese vicentino nella cui scuola media è inserito il giovane. Poi l’indagine è stata affidata al pubblico ministero Barbara De Munari, che ha disposto le intercettazioni ambientali e l’arresto. “Ciò che non si comprende è il motivo di tanto accanimento – ha aggiunto Cappelleri – nè se vi sia stato un episodio di innesco della violenza”. Secondo quanto si è appreso, le immagini registrate dal 10 marzo fino a lunedì mostrerebbero violenze ripetute, 10 o 15 episodi ogni giorno, tanto che gli stessi militari hanno dovuto farsi forza per non intervenire subito ad interrompere quelle che hanno definito scene insopportabili. “Era necessario – hanno spiegato – dimostrare la sistematicità dei maltrattamenti”. Lunedì infine l’ulteriore episodio. Mentre stavano monitorando la situazione una bidella si è avvicinata alla vittima e, come facevano le due insegnanti, lo ha picchiato senza motivo: è stata a sua volta denunciata.

L’insegnante di sostegno finita in manette segue nella stessa scuola altri 4-5 ragazzi con disabilità. Ma sembra che solo con il 14enne l’insegnante e la collaboratrice sociale avessero difficoltà. Secondo quanto si è appreso, le donne avrebbero usato le maniere forti, con sberle e anche insulti, senza sapere che ad osservarle c’erano i carabinieri. I militari sono intervenuti sorprendendole in flagranza di reato. In quelle scene registrate e testimonianti le violenze subite dal 14enne disabile, definite dagli inquirenti “insopportabili”, hanno permesso inoltre il sequestro di alcuni oggetti: una bacchetta di legno, un righello e un paio di forbici.

Mentre si attende l’interrogatorio di garanzia (giovedì) delle due donne arrestate ieri nel vicentino per maltrattamenti ad un alunno disabile, il Procuratore di Vicenza, Antonio Cappelleri, fa sapere che l’accusa ha “robusti elementi per contestare alle due insegnanti reiterati episodi di violenza verbale e fisica nei confronti dello studente minorenne e disabile”. “La mia assistita è molto provata – ha detto l’avvocato dell’insegnate di sostegno – Si rende conto di aver travalicato, ma dice di essere stata esasperata da quel ragazzo. Un caso limite, che evidentemente l’ha travolta. La stessa insegnante segue anche altri giovani ma non risulta vi siano mai stati maltrattamenti. Aspettiamo l’interrogatorio di convalida, fissato per giovedì prossimo”. L’avvocato dice di aver consigliato alla donna di “parlare, spiegare e confessare tutto”.

La preside dell’istituto si è detta “profondamente stupita” dall’esecuzione del provvedimento cautelare, aggiungendo che solo all’arrivo degli investigatori a scuola, ha appreso della vicenda. “Il ragazzo è sempre stato tranquillo – ha sostenuto – si rapportava in modo sereno con queste persone. Credo che se ci fossero stati dei problemi, addirittura così gravi, avrebbe manifestato disagio verso l’insegnante e l’operatrice. Ma anche dalla famiglia non ci è mai giunta nessuna segnalazione, nulla”.

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