Italia

Avetrana, ultima udienza. Mercoledì la sentenza

 TARANTO. “Sarah non era una questuante in cerca di affetto e coccole in casa Misseri. Non è così”.

A dirlo è l’avvocato Nicodemo Gentile, legale di parte civile, durante la replica al tribunale di Taranto, nel corso di quella che dovrebbe essere l’ultima udienza del processo per l’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi.

Al termine delle repliche la Corte di assise, presieduta da Rina Trunfio, si ritirerà in camera di consiglio per emettere l’attesa sentenza che dovrebbe arrivare a metà settimana, probabilmente mercoledì. Il processo è iniziato a gennaio dell’anno scorso. “La famiglia Scazzi non è venuta qui a raccattare giustizia”, ha detto Gentile.

Gentile ha definito il movente sessuale, indicato dalla difesa di Sabrina quale causa del delitto che sarebbe stato commesso, per i suoi legali, da Michele Misseri, una “filastrocca per bambini, esclusa dallo stesso Michele Misseri” quando si autoaccusa dell’omicidio.

Gentile ha accusato anche Sabrina di non aver aiutato la Corte dicendo di non ricordare molte circostanze su cosa accadde il 26 agosto 2010, giorno del delitto. Gentile ha definito Michele Misseri, che si accusa del delitto, “un ventriloquo, un invertebrato senza spina dorsale che ha paura delle donne di casa”.

“La famiglia Scazzi – ha concluso – vi ha consegnato il suo dolore e attende una risposta dalla giustizia italiana che non sia muscolare né una vendetta”. “L’innocente ha bisogno solo di giustizia. Oggi sono due anni e sei mesi che Sabrina è detenuta. Mi appello alla vostra ragione di assolverla”.

Ha detto, invece, Franco Coppi, legale di Sabrina Misseri, concludendo la sua replica al processo per il delitto di Sarah Scazzi. “Se la assolverete – ha aggiunto – ci saranno i soliti cori sgangherati: ancora un delitto senza colpevole? No, ogni delitto ha un colpevole, e qui c’é uno che si proclama colpevole. La giustizia vince o perde solo se è stata pronunciata o meno una sentenza giusta”.

“Come potrete superare ogni ragionevole dubbio sulla colpevolezza di Sabrina di fronte ad un uomo come Michele Misseri che si accusa del delitto, poi ritratta, e poi ancora ritratta la ritrattazione accusandosi di tutto da due anni?”.

Misseri, che da due anni si accusa del delitto, ha “sempre detto – ha sostenuto Coppi – di aver tentato approcci sessuali con la nipote Sarah e, di fronte al diniego, quel giorno gli salì il calore alla testa e strangolò Sarah. Non ha mai ritrattato questo”.

A fine udienza la difesa di Sabrina depositerà una memoria in risposta a quella di 600 pagine circa già depositata dalla Procura.

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