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La frana

San Benedetto Val di Sambro (BO) – Un fenomeno franoso di notevole consistenza, attualmente esteso per una lunghezza di 1.5 km ed una larghezza max di 800 m e spessori localmente superiori anche ai 20 m, con un volume di circa 20 milioni di mc di terra in movimento, sta interessando l’area di San Benedetto Val di Sambro (BO).

Grazie alla preziosa collaborazione del Nucleo Elicotteri della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco Emilia-Romagna che ha messo a disposizione un mezzo e un video operatore, l’11 aprile è stato possibile effettuare un sopralluogo nei comuni di San Benedetto Val di Sambro e Monghidoro nelle Località Ca’ di Griffo, Ca’ di Burgiolo, Case Mengoni.

Il sopralluogo aereo era finalizzato a verificare la consistenza del fenomeno franoso causato dalle abbondanti precipitazioni occorse nel mese di marzo, per valutare gli effetti prodotti dal dissesto e le possibili linee d’intervento. Il sopralluogo è stato seguito da un breve briefing alla presenza dei sindaci dei comuni interessati (S. Benedetto Val di Sambro, Monghidoro).

Non si hanno notizie di precedenti riattivazioni di questa frana: anche se il dissesto è cartografato nella carta geologica regionale ancorché con estensione minore rispetto all’attivazione attuale.

La fase parossistica dell’evento si è verificata sabato 6 aprile scorso quando nella parte alta del dissesto sono state registrate velocità di spostamento della massa in frana anche di m/ora.

La zona di coronamento della frana si attesta attorno ai 1100 m e ci sono segni evidenti di possibile arretramento di deformazione al piede, in prossimità di Case Mengoni a circa 900 m di quota.

Sulla destra il fenomeno franoso ha occluso il Fosso dei Ronchi e il Fosso degli Ordini e il limite sinistro attualmente è allocato in corrispondenza di Ca’ Griffo, dove sono presenti segni di richiamo laterale.

La frana ha prodotto diversi crolli: in particolare 3 edifici crollati e alcuni altri gravemente danneggiati.

Complessivamente nelle località richiamate sono state evacuate 12 abitazioni di cui tre prime case per complessivi 9 residenti; (tre adulti — genitori e figlio, una persona anziana, una madre col figlio, due fratelli ed una coppia attualmente non sul posto in quanto in viaggio).

Le strutture tecniche del Comune con la collaborazione della Comunità Montana stanno monitorando a vista il dissesto, anche attraverso un sistema speditivo di rilievo costituito da paline posizionate in prossimità del piede di frana.

L’Agenzia Regionale di Protezione Civile, il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli e il Servizio Tecnico di Bacino Reno garantiranno il necessario supporto sia in fase di monitoraggio sia i successivi interventi urgenti. (12.04.13)

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